stata dello 0,8% ed alla discussione che ne è seguita presso questa sede municipale, che non ha mai visto tanto deserto e tanto disinteresse. Non ci consta che ci sia stato dialogo o preventiva consultazione con i Sindacati, con gli studenti, con i consigli di fabbrica, con le associazioni culturali o con le forze economiche. La verità vera è che in effetti non si è consultato nessuno! Ci si è preoccupati unicamente di buttare, in extremis, un po' di fumo negli occhi ai comitati di quartiere, convocati quando già i libri erano alle stampe, senza comunicare col dovuto anticipo alle minoranze gli intendimenti della nuova amministrazione e la linea della sua attività futura. In buona sostanza agli sparuti gruppetti di convenuti si è fatto prima il comizietto e poi si è riferito per linee generali, fumose, a volte incomprensibili, come ha scritto il giornale, che cosa conteneva questo libro. Ma a nessuno è stato chiesto che cosa a-vrebbe dovuto contenere! Si è disatteso così a quella che è la funzione principale affidata a questo tipo di incontri, che non è sicuramente quella della superficiale ed affretata informativa, ma preventivo, meditato, discusso confronto di idee e proposte. È stata quindi una consultazione parziale, assolutamente inadeguata e quindi inutile, se doveva avere come obiettivo (ovviamente mancato) l'allargamento della base democratica come scelta di democrazia e salvaguardia delle istituzioni. Ma si sa, quando comandano loro, la democrazia diventa tutta un’altra cosa. Lo abbiamo letto bene, e ci pare di sì, in questo bilancio abbiamo visto in larghissima parte la ripetizione di quello dello scorso anno, con qualche ritocco, non calcolandosi neppure adeguatamente la maggior spesa per gli aumenti derivanti dagli interessi maturati e maturandi. Abbiamo visto che questa inamovibile dirigenza socialista, malgrado la premeditata, sofferta sterzata a sinistra ed il ripudio della alleanza di centro-sinistra, nulla ha saputo dire, se non in termini di ricorrente recriminazione verso il governo centrale, né ha saputo dare alcun nuovo, diverso, concreto contributo al progetto di bilancio ipotizzato dalla passata amministrazione. Abbiamo anche visto come l'accesso dei comunisti alle poltrone del potere, non abbia dato alcun significativo apporto a questa ipotesi di lavoro. Noi, In verità, dopo tante critiche e dopo tante accuse di insufficienza e di inefficienza rivolteci dalla opposizione comunista nelle passate gestio- ni, ci aspettavamo che venisse fuori qualcosa di nuovo, di originale, direi di miracolistico! Pensavamo che il voltafaccia socialista e le tante riserve di idee e di iniziative accumulate dai comunisti nel decennio di opposizione, precludessero a qualcosa di nuovo, di interessante o di rivoluzionario, a qualcosa per lo meno che giustificasse il ritorno del fronte. Ma dobbiamo dire che siamo rimasti veramente delusi perché non è cambiato nulla, perché la spesa non è stata diversamente qualificata e la prevista gestione non assume carattere di novità, di rinnovamento, ma corre quasi pedestremente sulla falsariga di quanto è stato fatto dalle precedenti amministrazioni di centro-sinistra. Ed allora quale è stato il significato dell'operazione socialista se non quello del rifiuto dell'alleanza di centro-sinistra ai meri finì elettorali, della prossima consultazione amministrativa? Ma fino a quando i socialisti potranno impunemente giocare in modo siffatto? Noi, ci si permetta di ricordarlo, non auguriamo né a loro né a noi, che si arrivi ai duri riscontri ai quali i partiti democratici sono costretti oggi in Portogallo, ma è certo che non si potrà continuare a sognare all’infinito, perché il risveglio sarà tardivo ed amaro per tutti. Affermare così come si fa nella nota "premessa” a questo lavoro, che siamo in crisi è solo un esatto rilievo della dura realtà nazionale e internazionale. Ma dopo di questo, accusare gli organi centrali di irresponsabile disattenzione ai gravissimi deficit degli enti locali, è mancare veramente di obiettività e di senso di realismo nel momento in cui si ravvisa, oggi, l'opportunità di assecondare le linee di contenimento delle spese pubblico, che la difficile situazione comporta. La maggioranza frontista e la componente socialista in particolare, malgrado II comodo disimpegno del P.S.I. a gestire questa difficile crisi, non possono d’altra parte fingere di ignorare che gli organi centrali non sono solo il governo al quale i socialisti hanno pure partecipato per anni, che le forze che muovono, orientano e condizionano lo sviluppo e l’economia del Paese sono, oltre all'esecutivo, anche il Parlamento e quindi anche le opposizioni, oltreché gli imprenditori, i sindacati, ec. ecc. I socialisti non devono dimenticare soprattutto che di questi governi furono magna pars fino a ieri e che ancor oggi lo sostengono con il loro appoggio determinante. Al Sindaco potremmo ricordare di essere stato fino a ieri uno dei più convinti sostenitori del centro-sinistra, e basterebbe leggere in proposito le ultime relazioni al bilancio, e per ben due volte membro quali- ficato di quei governi, di cui oggi è costretto a parlar male. È sempre strano e contraddittorio il volto di questi socialisti italiani, diverso è evidentemente il socialismo fuori dei nostri confini, che dalla democrazia cristiana pretendono una scelta preferenziale, mentre loro devono essere lasciati liberi di orientarsi al meglio e finiscono poi per preferire il partito comunista! Abbiamo visto giusto quindi, quando abbiamo rifiutato la nostra collaborazione ad un partito che si propone in quest'ultimo scorcio di legislatura di preparare le elezioni all’insegna della lotte senze quartiere alla D.C., e che, come si legge anche nelle note del Sindaco, non ha alcuna remora nel condurre una campagna denigratoria ed offensiva dei principi e degli ideali del nostro partito, posizioni che meritano invece, anche sul piano del vivere civile, alla pari di altri, incondizionato rispetto. Superfluo a questo punto indugiare in considerazioni su tutto il panorama dei problemi che interessano la città e che rinveniamo puntualmente descritti in ogni relazione al bilancio. Siamo in presenza più che altro della enunciazione di speranze, di buone intenzioni, di propositi che si proiettano in un lontano futuro, come esigenze sentite, ma senza il convincimento e la consapevolezza di saperli a volerli realizzare nell’anno di amministrazione cui il bilancio si riferisce. Vi si ritrovano anche troppo spesso indicazioni e prospettive di ordine generale che superano l'ambito locale e che andrebbero meglio ricordate in un programma di elezioni politiche. Sul piano concreto e del lavoro che immediatamente compete all'ente locale, questo bilancio non contiene alcuna voce nuova di lavori o di iniziative, che già non fossero nei precedenti documenti della Giunta di centro-sinistra ed attualmente in corso di progettazione, di finanziamento, di appalto e magari in via di completamento. Niente di nuovo quindi sotto il sole, non la constatazione di una pronuncia pressoché completa a nuovi progetti, a nuove proposte. a diverse scelte e il grave riscontro che la previsione del P.R.G., che dovrebbe costituire l’asse trainante dell'attività del Comune, continua a segnare paurosamente il passo, condizionando anche sotto il profilo della mancanza di idee e di soluzioni, quello che dovrebbe essere il lavoro vero e proprio dell'Amministrazione comunale. Inutile allora parlare di economia, di inflazione, di depressione, di riforma, di autogoverno, di pianificazione territoriale, di 37