ma non hanno cambiato la sostanza della politica amministrativa che fu del centro-sinistra. Noi siamo noi in contraddizione, in contraddizione sono i socialisti che hanno cambiato alleanza, mantenendo inalterata la propria politica amministrativa, oltreché i propri amministratori, e i comunisti che ci propongono oggi ciò che ieri formava oggetto della loro più aspra critica e violento dissesto. Il gruppo socialdemocratico esprime pertanto nei confronti del bilancio di previsione 1975 la propria astensione ». Giuliano Gradi/P.C.I. ■ Sig. Sindaco, sigg.ri Consiglieri, non è problema importante il fatto che le opposizioni abbiano dichiarato di non votare il bilancio 1975 presentato dalla nuova amministrazione di sinistra; anche se nel voto rileviamo ampie e positive differenziazioni tra i partiti che prima di noi hanno amministrato in Comune. Nemmeno rileviamo come seria contraddizione che questo bilancio non sia votato da chi in maggioranza, ha amministrato il Comune sino alla fine del 74. Del resto, sostanziali e fondate opposizioni durante il dibattito, alle cifre proposte, non ne sono venute; tant'è vero che quasi tutti i capitoli di spese e di entrata sono stati votati da D.C., P.S.D.I., P.R.I. Le motivazioni che abbiamo sentito, specie da parte democristiana, sono naturalmente di taglio politico, e — data la loro sostanza — non cl rammarichiamo di non aver registrato da parte loro il voto favorevole. Non cl rammarichiamo di ciò non già perché siamo fautori della divisione di questo Consiglio, cosi come sempre lo è stata la D.C., ma perché lavoriamo per la collaborazione e l'unità della chiarezza. Que- sta divisione, nel nostro caso, riteniamo renda ai mantovani chiaro il quadro politico nuovo della nostra città. Le relazioni politica e finanziaria del Sindaco e dell'assessore al bilancio sono per noi i documenti sui quali poggia l’impegno della sinistra al governo del nostro comune. Da esse e dall'impegno della nuova giunta i mantovani traggono la certezza dell’effica-li frutti di unità e volontà politica reali, eia e deM’uso corretto dell'ente locale qua-Su questo punto da nessuno finora sono venuti appunti, ma al contrario, ampi riconoscimenti. È già un risultato qualificante della realtà politica del nostro comune; soprattutto se raffrontato al fatto che l’inefficienza e la divisione sono stati il principale contributo dato dalla dalla D.C., dal P.S.D.I. e dal P.R.I. alla gestione precedente. Ma dalle stesse relazioni ricaviamo ben altro: ricaviamo la coscienza che la sinistra ha delle gravità della situazione e della necessità di uscirne con urgenza su una linea di profondo rinnovamento. L'Ente comune è parte integrante dell'organizzazione statale che dalla lotta di liberazione ha avuto nuova configurazione. L’espansione del suo ruolo, derivata dalla crescita dei bisogni sociali oltre che dai suoi fini istituzionali fissati dalla Costituzione e dal dibattito politico più avanzato, è messo a dura prova dai colpevoli ritardi e dalle proterve e potenti volontà politiche che rifiutano il riconoscimento all’ente locale dalla maggiore età e della insostituibile vitalità della sua presenza. La situazione finanziaria dei comuni è ai limiti del collasso e non consente oggi certamente di esaltarne l’intervento In tutti i campi necessari. Ma il Comune noi lo intendiamo come strumento di partecipazione, di lavoro, di lotta dei cittadini. Per questo, da questa situazione noi ricaviamo l'urgenza di realizzare il consenso, la partecipazione, l'unità della nostra collettività, attorno alla battaglia per il rinnovamento del nostro Paese. Se le minoranze fanno opposizione a tale disegno perché ritengono che occorrano altre risposte, la cosa è formalmente legittima, ma nel merito, di fronte alla posizioni espresse, vi è materia da aspro contrasto e di enormi poste in gioco per il Paese. Diamo atto alla nuova Ginuta del suo impegno su alcuni fondamentali settori sui qual) rischiamano sinteticamente I punti per sottolineare la validità: a) trentennale della resistenza e antifascismo - Lo vediamo come momento non soltanto rievocativo e celebrativo ma come importante motivo di lotta attuale e che 40 si inserisce da una parte in un grande filone di continuità storica e ideale, e dall'altro come volontà di sviluppare l'unità antifascista contro chi nell'attuale crisi trama contro la democrazia. Su questo punto concordiamo nella volontà espressa dalla Giunta di ricercare un vasto collegamento con le nuove generazioni. b) Crisi economica generale situazione locale - Siamo convinti, come la Giunta, che le condizioni della nostra provincia così come sono espressione del distorto e strutturalmente debole sviluppo economico ed industriale nazionale, dalla affermazione di nuove scelte e indirizzi nazionali può ricavare la certezza di un diverso e più garantito avvenire. Anche per questo l'ente comune deve essere anche strumento di partecipazione e lotta politica. c) Riforma, ristrutturazione dello Stato -Ruolo dei comuni, del comprensori, delle Regioni. È materia questa che impegna tutte le forze politiche in una vasta opera di riforma profonda, soltanto iniziata con l'I-stituzioni delle regioni e con l’approvazione recente della legge istitutiva dei comprensori. L'obiettivo di tale riforma generale è quello di riconsegnare più larga parte del potere alle comunità locali, perché assieme a nuovi modelli di sviluppo economico il nostro Paese possa sostenere una più credibile valida collocazione internazionale. d) Collegamento con la società reale mantovana - Richiamiamo la necessità di un intervento del Comune sul problemi gravi e immediati dei ceti medi produttivi, in particolare degli artigiani e dei commercianti. Gli Indirizzi in materia di rapporti con la società reale si trovano ampiamente con-sezienti, specie per quel che attiene uno stretto rapporto con i sindacati, al fine anche di garantire una politica di difesa dei salari, delle categorie meno abbienti od emarginate quali l pensionati. La D.C., di fronte alla crisi del Paese, è il partito che vive drammaticamente la sua crisi interna; sono due momenti dello stesso fenomeno. Noi, che slamo il partito che, come il P.S.I., vuole realizzare una rapporto positivo con le tre principali forze di tradizioni popolari per far fronte al bisogno di svolta nel Paese, siamo particolarmente Interessati al contrasto con la stessa D.C., per le posizioni prevalenti che ancora esprime. A tal proposito, per quel che attiene la nostra realtà, registriamo e combattiamo la sostanziale Incomprensione ed il rifiuto, oggettivamente sterile, della realtà della sinistra unita alla direzione della cosa pubblica. La sinistra a Mantova non è solo la conseguenza degli « errori » della D.C. del