P.S.D.I. e del P.R.I.; neanche soltanto conseguenza del rifiuto degli stessi partiti ad aderire alla proposta socialista della giunta aperta. È per noi espressione di una tradizione storica, di una realtà politica mantovana particolarmente vitale, del permanere di esperienze e condizioni culturali, ideali e politiche di ispirazione ampiamente unitarie. Se dunque il P.S.I. ed il P.C.I. nel mantovano sanno e possono esprimere un quadro politico stabile e fecondo, se sanno e possono essere, oltre che espressione dell'unità del movimento operaio popolare antifascista, reale alternativa al caos, al clientelismo. al non governo, non si può quanto meno che prenderene atto. Semmai, su una linea di cambiamento, per gli avversari, come per noi verso di loro, è necessario prendere coscienza dei profondi processi di mutamento in atto nei rapporti tra i cittadini. Sig. Sindaco, sigg.ri Consiglieri, ancora alcune brevissime annotazioni su singole questioni da Lei trattate nella relazione. Sul trentennale della Resistenza: la Giunta veda la possibilità di promuovere un dibattito in Consiglio Comunale o un Convegno di tutte le forze antifasciste al Palazzo della Ragione ed in ogni caso la promozione di un incontro fra i rappresentanti dei partiti dell'arco costituzionale. Sulla città ed il suo comprensorio: siccome il centro della nostra attività è la partecipazione, crediamo sia possibile in questa fase, in stretto rapporto con l'Amministrazione Provinciale, coinvolgere non soltanto tutti i Comuni interessati ma, in una serie di incontri, tanti altri gruppi e forze sociali disponibili. Sulla scuola: prendiamo atto della volontà della Giunta di promuovere una assemblea di tutti gli eletti per un dibattito aperto sulle cose possibili da fare subito. Sull’assistenza: riteniamo particolarmente urgente addivenire alla progettazione ed attuazione di un intervento organico nel settore degli handicappati, che affermi la priorità quantitativa e qualitativa dell'intervento dell'ente pubblico nel cui ambito è assolutamente necessario addivenire ad una normalizzazione del nostro rapporto con la « Casa del Sole » che sla segnato dalla correttezza e dal rispetto delle norme democratiche. Sul personale: dopo il difficile e lungo lavoro per addivenire ad una corretta applicazione del contratto del personale, ancora oggi non è certa, non per responsabilità nostre, la sua applicazione. Insistiamo perché la Giunta nell'ambito di una dichiarata disponibilità ad aggiustare a correggere la proposta del riassetto, riaffermi insieme con il personale l'urgenza di una sua applicazione. Ciò non soltanto per i bisogni reali del personale, ma per contribuire all'opera di riorganizzazione dei servizi pubblici per renderli più adeguati al rapporto con i cittadini e per contribuire al superamento obiettivo della vecchia generazione sull’ente pubblico. Sull'asessorato alla gioventù: siamo particolarmente d’accordo con la Ginuta nel ribadire l’intenzione di una valorizzazione del ruolo e della presenza delle giovani generazioni nella vita dell'ente locale, specie con l'auspicata conquista del voto ai diciottenni. Soltanto neU'ambito di tale rapporto potranno essere viste adeguate strutturazioni anche della Giunta, evitando improvvisazioni quanto meno immature che quella relativa alla proposta di costituzione di un assessorato alla gioventù. Sui quartieri: vorremmo aggiungere che lo statuto dei quartieri approvato dal Consiglio Comunale e fatto proprio dai quartieri aveva nelle nostre intenzioni un anno di sperimentazione e validità. Ci pare oggi che si possa dire che tale statuto va rivisto alla luce di nuove necessità maturate nella direzione del decentarmento di taluni servizi come quello relativo agli anziani ». Ignazio Turingher/M.S.I. • Nella sua relazione, il sig. Sindaco ha approvato ì principali problemi economici, politici e sociali che travagliano il nostro Paese. L'estrema gravità della situazione economica è presente agli occhi di tutti e se anche non si sono avverate le catastrofiche previsioni di una larga parte della stampa estera, i pericoli di nua nuova ondata di piena sono tutt'altro che scongiurati. 42 È proprio in questi giorni il rapporto del-l'O.C.S.E. in cui si prevede, per il 1975, un rallentamento della domanda interna, l'aumento della disoccupazione, la contrazione dell’1,75% del prodotto nazionale. Particolarmente allarmante la voce relativa ai livelli occupazionali che dovrebbero scendere, nel corso del secondo semestre di quest’anno, di qualcosa cime il 5%. Da questi dati sommari, ma carichi di drammatiche conseguenze, emerge la necessità di soluzioni rapide ed adeguate. Quale deve essere il ruolo dell’ente locale in una situazione di crisi così vasta e profonda? La collettività, a parte i servizi di ordinaria amministrazione, si attende dai Comuni, un ruolo di interpretazione delle istanze non solo burocratiche, ma economiche, sociali, civili della cittadinanza e, conseguentemente, un ruolo promozionale di iniziativa in tale quadro. Ma, tutto questo perde ogni significato se non viene assicurata l'autonomia finanziaria dei Comuni attraverso una riforma, premesso l'azzeramento da parte dello Stato delle situazioni debitorie, che preveda, con il decentramento delle funzioni amministrative, anche i relativi finanziamenti intesi ad assicurare il piano ed integrale esercizio delle stesse, ristabilendo i tributi già soppressi, per dare significato all'autonomia dell’ente locale. Da questa premessa d’ordine generale, la domanda che noi rivolgiamo all'amministrazione è questa: quali provvedimenti, quali misure d’emergenza sono state adottate per fronteggiare la presente situazione di crisi che mette allo scoperto soprttutto le categorie economicamente più deboli? Da un’attenta analisi dei capitoli di spesa, si rileva che l'Amministrazione ha interpretato, in misura apprezzabile i bisogni e le attese di quella parte della cittadinanza più esposta alle tempeste dell'inflazione. Vanno perciò sottolineati gli stanziamenti, devoluti a favore dei lavori pubblici, intesi a mantenere gli attuali livelli di occupazione minacciati dalla recessione, le somme stanziate a favore degli anziani e degli inabili al lavoro, nonché quello per l'assistenza all’infanzia. Né si devono tacere l'interessamento per il problema della casa e le misure di salvaguardia e difesa dell'ambiente indispensabili supporti per un'esistenza civile degna di questo nome. Ouesti doverosi riconoscimenti, che sono poi l'espressione del nostro costume politico, alleno da ogni forma di settarismo, potrebbero far pensare, a tutta prima, ad un nostro voto favorevole al bilancio di previsione per l'anno in corso. Ma il bilancio non è soltanto uno strumento tecnico; esso è soprattutto la manifestazione di una volontà politica e di una impostazione politica che non possiamo accettare e che respingiamo; che respingiamo fermamente laddove al nostro partito vengono aperte accuse di favorire e di alimentare con fini eversivi la cosiddetta « strategia della tensione ». I fatti dimostrano che il nostro partito è l'unico a pagare in termini di credibilità politica e di libertà politica le conseguenze degli atti criminosi che gli vengono attribuiti prima ancora dell'accertamento delle responsabilità. È al di fuori di ogni logica che un gruppo politico responsabile operi con tanta incoscente dissennatezza per la sua autodistruzione. Noi non ci chiediamo a chi giovi la strategia della tensione; sappiamo, invece, molto bene che non siamo noi a riscuotere la cambiale politica di certe operazioni. A questo punto la valutazione si sposta dal piano tecnico-amministrativo a quello politico ed in questa sede, coerentemente, alle ultime considerazioni fatte, dichiaro di votare contro il bilancio di previsione per il 1975 ». Enrico Novellini/P.S.I. « Sig. Sindaco, sigg.ri Consiglieri, nel dichiarare il voto favorevole del nostro gruppo al bilancio di previsione per l'anno 1975, vorremmo portare un contributo alla discussione con due ordini di valutazioni sia di carattere politico generale che di carattere politico amministrativo locale, valutazione che, a nostro avviso, sono stet-tamente correlate a causa soprattutto della gravità della crisi economica e della precarietà della situazione politica del nostro paese. A fronte di una situazione finanziaria gravissima degli enti locali, per la politica di strangolamento da parte delle autorità centrali — come peraltro ha riconosciuto lo stesso gruppo D.C. lo scorso anno quan- 43