Alla base della teoria dell' Einfühlung sta dunque la convinzione che « il valore estetico e l’esperienza estetica implichino il transfert dei sentimenti del soggetto all’oggetto ». Il Lipps distingue cinque specie di Einfühlung: VEinfühlung generale che si applica soprattutto alla percezione delle forme e delle linee: per esempio, la forma della linea dritta è il movimento della mano che l'ha tracciata; la seconda specie di Einfühlung non si limita alla forma, va agli oggetti della natura, in tanto in quanto questa natura è animata da me. E’ cosi che nella roccia che si drizza davanti a me, io proietto la forza stessa che la alza, che è la mia stessa forza; VEinfühlung naturale che diviene e-stetica quando io progetto le forme; la Stimmungseinfühlung, che è la proiezione, in un paesaggio per esempio, del nostro stato d’animo: la si ritrova soprattutto nella musica; infine VEinfühlung che riguarda direttamente l’altro in quanto tale, per coglierlo come uomo (4). Le cinque diverse accezioni del termine compaiono di volta in volta nella lettura dell’opera d’arte che il Read compie. Sullo stesso terreno affonda l’esperienza che il Read ha fatto dell’estetica di Bergson per la comune posizione che vede nell’arte la possibilità unica di porci in faccia alla realtà stessa, una volta « scartati i simboli praticamente utili, le nozioni generali convenzionalmente e socialmente accettate ». Sullo stesso piano di sedimentazione culturale assume un enorme significato in Read l’insegnamento troppo spesso aforistico di Conrad Fiedler, a proposito di quanto quest’ ultimo ha affermato intorno alla fondamentale imponderabilità dell’atto creativo. Anche per Read l'atto creativo spezza le barriere del determinismo nella scoperta di ciò che Bergson definisce — la durata essenziale del mondo —. Il quadro delle componenti culturali si completerebbe in Read se si facessero i nomi di Worringer, di Wöllflin, di Fo-cillon. Da ciò si comprende come la asistema-ticità del nostro non sia programmatica, ma inevitabile. Estetica estremamente mobile, sugge- stiva e a sua volta suggestionata da quel-1’ aspetto dell’ estetica esistenzialista che vede la realtà fenomenica esteticamente. Non rimane che studiarne alcuni problemi e aspetti attraverso l’esame di alcune opere: Il significato dell’arte - Arte e industria - Educare con l’arte (5). Il significato dell’ arte risale all’ anno 1931. L’opera è divisa in tre parti: nella prima delle quali, l’unica che esamineremo, l’autore pone i fondamenti del suo pensiero estetico; nella seconda stende u-na succosa storia dell’arte tenendo fermo il concetto crociano della individualità dell’atto artistico; e nella terza pone i presupposti dei problemi che in seguito tratterà in Arte e Industria e in Educare con l'arte. Partendo col sottolineare le interferenze tra le varie arti (6), il Read definisce l’arte come « lo sforzo di creare forme piacevoli, tali cioè da appagare il nostro senso del bello, il quale si appaga quando siamo in grado di apprezzare l’unità e l’armonia delle relazioni formali fra le nostre percezioni sensibili ». Il fondamento primo dell’estetica del Read si presenta quindi con almeno due caratteristiche: cioè l’autore fondando il suo empirismo estetico e la sua posizione emozionalista si fa implicitamente soste nitore del valore estetico dei sensi (7), e della sinestesia, cioè di quel fenomeno i cui tipici esempi « sono quelli ben noti di immagini colorate suscitate dai suoni, di immagini sonore suscitate dai colori, di immagini cromatiche suscitate dalle parole » (8). Continua usando l’equazione arte-bel-lezza, affermando cioè che l’arte non è necessariamente bellézza e sottolineando come l’opera d’arte viva in virtù del suo appello diretto e istintivo, e non tanto in virtù della sua struttura. Il Read definisce quindi l’espressione artistica un processo finale, finale cioè nel senso che si ha espressione artistica ogni qualvolta si superino i precedenti processi di percezione e di organizzazione formale (piacere), allorché cioè l’organizzazione delle percezioni corrisponde ad uno stato emotivo o sentimentale preesistente. Viene così a definire l’estetica come scienza delle percezioni. Afferma quindi che la forma ha realmente un’origine intuitiva, cosicché il dar 4