opera non è sempre chiaro l’uso dei termini inconscio e preconscio. Per quanto riguarda la forma di tipo simbolico pare che l’autore intenda parlare proprio dell’inconscio nella accezione psicologica di Jung. Il termine preconscio gli serve altre volte per definire aspetti particolari di stili universali (è parola sua) come il gotico, o categorie altrettanto universali come il realismo, l’espressionismo, ecc. " Questi concetti si chiariranno successivamente nel senso che il Read in modo più severo esporrà un’estetica avente come fondamento una psicologia sociale costruita sulla classificazione dei diversi tipi di temperamento artistico, dedotta da indagini psicopedagogiche. Si vedrà come il temperamento sia l’elemento soggettivo che sta alla base della percezione e valutazione estetica, in modo che l'individuazione dei diversi temperamenti darà quindi una giustificazione fenomenologica dei diversi gusti e scuole e tipi d’arte (12). Per ora, la prima parte dell’opera del Read si conclude con queste parole: « una opera d’arte ci sorprende sempre; essa produce il suo effetto prima che si diventi consapevoli della sua presenza ». E' evidente la carica magica che il Read include nell’opera d'arte. Ma noi che esorcizziamo, non possiamo credere all’azione dell’opera d’arte, all’azione magari inflitta, come non possiamo accettare la tesi che i motivi strutturati nella creazione di un quadro rivelino il ritmo dominante di un'epoca. La giustificazione della asserzione del Read andrebbe forse trovata nella sua ulteriore precisazione, secondo cui l'arte si rivolge non alla percezione cosciente, ma alla comprensione intuitiva. Anche qui vorremmo si chiarissero i processi di tale comprensione intuitiva almeno per giustificare le parole con cui il Read conclude la sua opera. « L’autentica funzione dell’arte è di esprimere un sentimento e di trasmettere una comprensione intellettuale ». Sono dunque vari i passi in cui il Read sembra includere nel concetto di forma oltre all’elemento intuitivo ed istintivo, un elemento di intelligenza. Per concludere l’esame del problema della forma, non è certamente perspicuo in questa opera di Read l’incontro tra sensibilità e intelletto, che è poi incontro tra co-gnotismo ed emozionalismo, con i quali termini ci si riferisce « alle due avverse opinioni che hanno dato luogo, soprattutto nell’estetica statunitense, ad ampie dispute nel considerare l’arte come esclusivamente provvista di qualità cognitive o di qualità emozionali » (13). Ci pare chiaro l’altalenarsi del Read tra le suggestioni derivategli dalle distinzioni del Tate tra linguaggio denotativo e connotativo, e quelle di Wimsat tra linguaggio logico e contrologico, per non dire degli schemi di Chr. Morris, dai quali il Read è spesso toccato, proteso com’è alla definizione del ruolo della tecnica espressiva, ossia alla chiarificazione del passaggio dalla crociana intuizione (per noi) alla espressione, alla esibizione di una cosa, quale l’esito artistico deve presentarsi al fruitore (14). Il problema centrale dei rapporti tra arte e industria, consiste, dice il Read, non nell’adattare la produzione della macchina ai canoni estetici dell’artigianato, ma nel trovare nuovi princìpi estetici per nuovi metodi produttivi. Solo in tal modo si può ricuperare l’industria all’arte e viceversa. Così bisogna sfatare la convinzione secondo cui la funzionalità più efficiente sia di necessità esteticamente autentica. Occorre quindi instaurare una scienza dell’arte, così come c’è una scienza della chimica, a cui ricorrere per fondare esteticamente il lavoro industriale. Una volta costruita una scienza dell’arte, l’immaginazione, ossia la componente artistica, e la scienza, ossia la componente industriale, si potranno fondere, dal momento che nessuna opera d'arte ha mai richiesto nulla di più di tale fusione. Per realizzare tale finalità il Read insiste sulla necessità di un’ educazione estetica, o educazione della sensibilità. L’autore si dichiara cosciente delle difficoltà da superare, e prima fra tutte della difficoltà di un nuovo metodo pedagogico, problema questo che, vedremo, svilupperà in Educare con l’arte. Queste le premesse e nel contempo le conclusioni dell’opera, che d’altra parte è necessario esaminare più diffusamente. Il problema cruciale consiste dunque nel decidere se gli oggetti meccanicamente prodotti possiedono le qualità essenziali dell’arte; o, se si vuole, si tratta di vedere 6