la possibilità di individuare nell’ oggetto prodotto in serie la volontà di dar forma propria dell’artista, il quale solo in tal caso sarebbe implicato personalmente nel disegno industriale e di conseguenza l’artista, così come noi, non si troverebbe alienato rispetto alla macchina. Un secolo fa si comprò arte di tutti i generi e di tutti i periodi e la si applicò alle manifatture e alle stesse macchine arrivando a concepire l’arte applicata come il quid con cui si doveva mascherare il più possibile la macchina, provocando in tal modo la scissione tra forma e decorazione (15). Comunque, prosegue il Read, nella mente dei nostri industriali circola tuttora il presupposto che l’arte sia qualcosa di distinto dai procedimenti della produzione meccanica, qualcosa che deve essere applicato all’oggetto manufatto. La distinzione tra arti belle e arti applicate risale al Ri-nascimento. Il mondo antico e il Medio Evo non hanno conosciuto tale discrimi nazione. Si pensi che per la Grecia il termine téchne indicava entrambe le categorie. Nell'epoca meccanicistica la distinzione viene assolutamente accentuata. Fin dal Rinascimento l’artista che precedentemente era stato un artefice, cioè un uomo pronto a impegnare il suo talento e la sua sensibilità in una qualsivoglia attività, viene costretto a specializzarsi in una o in un’altra attività. Si ha così la distinzione fra l’artista come architetto, creatore di opere destinate alla soddisfazione di esigenze pratiche e l’artista, come il pittore, le cui creazioni sono intese soprattutto a dilettare il prossimo. Dopo aver ribadito il concetto di forma nell’opera d’arte, concetto sostanzialmente non diverso da quello già esaminato nel l’opera precedente, il Read passa alla distinzione fra arte umanistica ed arte a-stratta. Viene definita arte umanistica quella che si richiama agli elementi emotivi o intellettuali del fruitore. Arte astratta è chiamata quella che si palesa come forma che è la proiezione o la selezione di nostre facoltà inconscie. La prima si occupa cioè dell’espressione in forma plastica di emozioni e di idee umane; l’arte astratta, o non figurale, la seconda quindi, si preoccupa di creare og- getti la cui forma plastica astratta attragga la sensibilità estetica. Gli oggetti d'arte astratta possono attrarre la nostra sensibilità per ragioni fisiche o razionali, perchè rispondono cioè a determinati canoni simmetrici o proporzionali; oppure l’oggetto d’arte astratto può agire anche, su qualche nostra facoltà inconscia e più oscura, per via di una qualità formale che sfugge a ogni analisi. La macchina, proprio per il suo esplicare un lavoro di misura e precisione infallibile, può quindi produrre oggetti fruibili per astrazione razionale. Sarà l’artista a decidere le proporzioni secondo le quali la macchina deve lavorare. Per quanto riguarda le forme più elevate di arte astratta che non sono razionali, è ovvio che non si possano decidere col regolo o col metro, in quanto dipendono da una intuitiva conoscenza della forma. E’ possibile allora che l’oggetto standardizzato possa esprimere o avere una forma di tipo intuitivo? Il Read dice che possiamo tranquillamente rispondere di sì. Ogni qualvolta il prodotto di una macchina è disegnato o studiato da persona sensibile ai valori formali, quel prodotto diventa una opera d’arte astratta nel senso più sottile del termine. Ciò che si richiede dunque è un ampio riconoscimento del-1’ artista astratto nell’ industria. L’ artista astratto, immerso nella piena corrente produttiva dell’ industria, dovrà progettare servendosi effettivamente dei materiali della fabbrica. Spetta a lui di progettare la distribuzione della città entro una regione, a lui la distribuzione degli edifici nella città ed è l’artista stesso che deve progettare le case, le fabbriche e tutto ciò che costituisce una città, ed è ancora l’artista che deve progettare gli interni di tali edifici, la forma delle stanze, la loro illuminazione e il loro colore, l’arredamento fino al più piccolo particolare, le forchette e i coltelli, i piatti e le tazze e le maniglie delle porte; e, ad ogni stadio di questa pianificazione abbiamo bisogno di un artista astratto, un artista che riesca a coordinare i singoli materiali sinché essi raggiungano il massimo grado di economia assieme alla massima misura di libertà spirituale. In relazione a tutto ciò si pongono due 7