di agire se non nella realtà storica oggettiva in cui ci troviamo. Crediamo così debbano essere interpretate le parole del Read quando afferma che la lotta per la libertà, cui giustamente gli uomini dedicano la vita, deve considerarsi la lotta per il diritto all’esperienza. Ma ora il diritto all’esperienza deve essere fondato in questa realtà odierna, che tendiamo a modificare proprio in senso concreto (24). Come giustamente afferma l’Argan, l’opera del Read non concerne la pedagogia dell’arte, ma la funzione dell’arte pedagogica in generale, e in ciò si evidenzia la novità della posizione del Read. Si riapre il problema dell’incontro tra Prometeo e Orfeo, per usare un’immagine del Mun-ford, cioè l’incontro tra logica come tecnica (elemento oggettivo) e arte come elemento interiore (soggettivo) (25). L'integrazione umana non può avvenire unicamente attraverso un’educazione estetica che in fondo nel Read tiene in minimo conto l’oggettività della macchina, come non può avvenire unicamente attraverso la messa a punto di ogni tendenza al simbolismo, perchè è evidente che tale tendenza porta alla perversione magica, in relazione alla quale è storicamente provata la genesi di opposizione della tecnica. Il Chaplin di Tempi moderni è sì il simbolo della routine quotidiana sia della fabbrica sia dell'ufficio, l’uomo affetto da nevrosi da costrizione, ma è anche l’esempio che indica come « nessuno può sperare di realizzare l’integrità personale nel mondo moderno se non si è in rapporti familiari con la macchina, se si restringe la scala dei valori ad una cultura premacchinistica, se non ci si rende conto che anche nello sviluppo della macchina una qualche parte della personalità umana, l’intelletto razionale, raggiunge uno sviluppo mai toccato prima » (26). I - Per quanto riguarda S. T. Coleridge cfr. R. Wellek - Storia della critica moderna - vol. II, VI, Bologna 1961. 2 - E’ palese nel Read il concetto di Kunstwollen proposto da A. Riegl: concetto che il nostro sviluppa a scapito dell’indagine sulla tecnica espressiva. 3 - Sia detto per inciso: « Il termine Einfühlung viene tradotto in italiano con empatia, e per empatia si intende un modo di percezione estetica col cmale lo spettatore scopre nell’opera d'arte dei motivi di sentimento e identifica con essi i propri sentimenti (G. Dorfles) - Diamo anche una più recente significazione: « entropatia » cfr. Piccolo dizionario fenomenologico, in - E. Paci, Funzione delle scienze e significato dell’uomo, Milano 1963. 4 - R. Bayer - L’esthétique mondiale au XXe siècle - Paris 1961 - pgg. 43-44; R. Arnheim - Arte e percezione visiva. Milano 1962, pag. 354. 5 - H. Read. - Il significato dell'arte - Mi- lano 1962; Arte e industria - Milano 1962; Educare con l’arte - Milano 1962; prima ed. 1954. 6 - Alain - Sistema delle arti - Milano 1947; G. Dorfles - Barocco nell’architettura moderna - Milano 1951, pag. 83; Il divenire delle arti, Torino, 1959, pagina 70. R. Wellek e A. Warren - Teoria della letteratura e metodologia dello studio letterario - Bologna 1956, cap. XI; M. Praz - Bellezza e bizzarria - Milano 1960, pagg. 9Ì-117. 7 - V. Feldman - L’estetica francese - Mi- lano 1945, cap. I. 8 - G. Dorfles - op. cit. pag. 70. 9 - E. Panofsky - Il significato delle arti visive - Torino 1962, pag. 168. 10 - Per quanto riguarda l’accezione del termine « istinto » rimandiamo - il Read ce ne dà il diritto - a C. G. Jung - Tipi psicologici - Roma 1948, pagine 479-80. II - C. G. Jung, Sulla psicologia deliincon- scio, Roma 1947, cap. V. 12 - L. Formigari - Tendenze dell’ estetica anglo-americana - in Cultura e scuola - 2, pag. 114. 13 - G. Dorfles - op. cit. pag. 39 - ma an- che - Simbolo e metafora come strumento di comunicazione in estetica, in - Il pensiero americano contemporaneo I; a cura di F. Rossi-Landi, Milano 1958; Il consumo delle immagini e la comunicazione artistica, in - De Ho-mine 5-6; pagg. 279-287. 14 - G. Morpurgo - Tagliabile, Il concetto dello stile - Milano 1951, pagg. 147; 182-83; 186; 196-97. 12