Alla violenza della intelligenza critica, al sofismo delle avanguardie, ai tentativi di sistemazioni teoriche e di proposte, nel labirinto della poesia contemporanea, si risponde con le opere necessarie, con un fare travagliato e sofferto, con la testimonianza che la comunicazione avviene per via di semplicità e di problemi comuni ed accessibili, con la vigile presenza della ragione che non si arrende agli attacchi dello sfatto decadentismo irrazionale in cui pare trovare la sua verità la cultura contemporanea. Nel poco spazio concesso ai valori ancora tutti umani della uguaglianza, del benessere equamente distribuito, della "resistenza” alle suggestioni della fenomenologia, una parola importante ci può venire da quella schiera di poeti che la moda travolge ma durano oltre lo spazio di una stagione; Scotellaro e Bellin-tani, per fare due nomi. Chissà che in questo spazio l'operare di Carnevali trovi la sua collocazione e nella litigiosa intelligenza dei nostri tenori restino orecchie di critici attente ai toni bassi e dimessi, spogli e disadorni di questa "Poesia come pane". Stelio Carnevali : L’ELMO NAZISTA Col mio elmo nazista trascorsi i cinque anni delle elementari. Lo raccolsi pieno di neve vicino al Po sotto il sole del ’45 e v’impastavo creta ogni giorno durante i cinque anni delle elementari. Ora è sul balcone col geranio ma se a qualcuno serve dirò a mia madre di comprare un vaso. AL MARTIRE AI martire della Resistenza hanno dedicato una via nei sobborghi. Tutti sanno che si farebbe martire di nuovo perchè la via fosse asfaltata. CASE POPOLARI La ferrovia tinge ogni giorno i volti dei bimbi e le ringhiere perchè le vostre case sono dov’era una siepe di uccelli colorati e il treno passava piano, senza rumore. Nessuno sapeva che lì passava un treno. Forse nemmeno voi e avete cominciato a dubitare in una sera di Novembre sfogliando un quaderno di seconda in attesa della cena. FERMO RESTANDO TUTTO IL RESTO Conosco un paese che prima della guerra aveva un nome e quando la gente pronunciava quel nome intendeva fame e sete. Durante la guerra il nome fu cambiato, forse per intimorire il nemico ma il più feroce dei bombardamenti, svanito il fumo, lasciò una bianca cava di pietrame e lasciò che il nuovo nome custodisse la bianca cava di pietrame. 18 L