una delle ragioni principali del distacco di tanta parte del nostro pubblico dalla musica. Vi è quindi una esigenza di stimolo e di educazione, di affinamento del gusto. Tutte cose che non si possono ottenere con un magico battito delle mani, ma mediante un’opera pazientemente e incessantemente distribuita — a cominciare dalle scuole — di iniziazione, di invito alla riflessione ed alla individuazione dei caratteri salienti di quel linguaggio. In questa cornice ci sembra meriti u-na viva sottolineatura il ciclo di concerti-lezione dei solisti della « Città di Mantova », che — promossi dal Comune e dalla pre-Consulta giovanile — sono stati tenuti per gli studenti mantovani dal marzo al maggio. Questa serie di manifestazioni ha veramente rappresentato un contributo felice ed efficace alla diffusione della causa musicale, e lo testimonia imediatamente l’ampio consenso che ha saputo suscitare. La sala di via Oberdan, teatro delle manifestazioni, ha registrato costantemente il tutto-esaurito, e se non ci si deve illudere troppo su una improvvisa quanto trascinante esplosione di passioni musicali, si può affermare senza tema di allontanarsi dall’obiettività che v’è stato un interesse sincero, una attenzione non occasionale, un inizio di discussione che a-pre nuove ed interessanti prospettive nel campo della politica culturale musicale cittadina. Questi risultati incoraggiano a proseguire, a cercare di promuovere contatti sempre più stretti e fecondi fra i giovani e la musica, e parallelamente fra la musica e le altre branche artistiche che concorrono alla formazione d’una viva ed unitaria coscienza culturale. Oltre tutto, questa collana di concerti ha illustrato adeguatamente la possibilità di una più completa valorizzazione della Scuola « Campiani » — insegnanti ed allievi —, che costituisce un centro di formazione e di pratica musicale che ha il diritto e il dovere di mantenere più ampi e intensi rapporti con la comunità cittadina. L’Istituto rappresenta infatti uno strumento prezioso, troppo spesso inutilizzato, un complesso di mezzi umani e tecnici che progrediranno e daranno un apporto valido e tempestivo alla diffusione musicale nella misura in cui si darà loro il modo di esercitarsi in un collo- quio aperto e continuo. E alludiamo qui specialmente all’ orchestra, che potrebbe benissimo divenire (è un’idea che accarezziamo da tempo) un piccolo assieme stabile. Non ci resta a questo punto, per meglio puntualizzare il livello e la portata del ciclo, che procedere a una breve cronistoria. Si è cominciato il 21 marzo, con un programma che comprendeva musiche di Giambattista Martini, Johan Se-bastian Bach, Narciso Sabbadini (direttore della « Campiani ») e Camille Saint -Saéns. Puntuali e rigorosi nel fraseggio bachiano i solisti Rinaldo Rossi e Nando Salardi, espressivi nella cantabile e vibrante « Aria » del Sabbadini Antonio La-gasi e Omar Caprioglio. Quest'ultimo si è fatto poi applaudire in un episodio del « Carnevale degli animali » di Saint-Saèns, mentre al pianoforte Rossi e Salardi hanno sciorinato una tecnica brillante ed incisiva nella sua umoresca illusività. Il 4 aprile secondo concerto. Impeccabile Rinaldo Rossi nel Concerto in fa minore di Bach, complessivamente buona la prova di Angelo Soliman (del Liceo musicale di Verona) nel Concerto per contrabbasso di Dittesdorf, calzanti e solide le esecuzioni di Antonio Lagasi e Nando Salardi nel Concerto in re minore per oboe e cembalo di Bach. Una cordiale parentesi il concerto-sag-gio del 18 aprile, che ha il merito a nostro avviso di proporre il fatto esecutivo non più nella luce dello specialismo professionale ma in quello d’una volontà di apprendimento, d’un desiderio di conoscenza diretta ed « operante » alla portata di tutti, e quindi del pubblico che gremisce la sala. Senza dimenticare che viene offerta all’ascolto una antologia musicale particolarmente agevole ed accessibile, che fa da ottimo ponte all'ultimo « pomeriggio » del ciclo. Che — il 16 maggio — proporrà tre brani settecenteschi (autori il Purcell, Vivaldi e Paradisi) e una densa composizione del Sabbadini: il « Concerto per due pianoforti, oboe e orchestra d’archi ». Solisti saranno nel concerto vivaldiano il violinista Toso, Rinaldo Rossi nel Concerto di Paradisi, mentre lo stesso Rossi, Lagasi e Salardi interpreteranno la composizione di Sabbadini. 36