Come vedono come non vedono Carducci in UmRmSmSm Le prime traduzioni in Russia delle poesie di Giosuè Carducci risalgono agli anni 70 del secolo scorso. « Studi sulla storia della letteratura di Giosuè Carducci », un volume a cura di L. J. Scepelevic', è del 1908. Dobbiamo attendere però il 1950 ver veder pubblicata, per la prima volta, una raccolta organica dei versi del Poeta tradotti da Igor Postupalslcij. Una nuova edizione di poesie scelte, ampliata e curata dallo stesso Postupalskij, con traduzioni sue e di altri, è uscita recentemente, accompagnata da uno studio critico che, con ogni probabilità, riteniamo essere tra i più validi scritti nell'URSS sul Carducci. La raccolta, che va dai « Juvenilia » ai « Levia gravia », da « Satana » ai « Giambi ed Epodi », da « Rime nuove » alle « Odi barbare », da « Rime e ritmi » alla « Canzone di Legnano », è senza dubbio quanto di più completo, di più aggiornato si possa trovare attualmente nell’Unione Sovietica sul nostro Poeta. Abbiamo tradotto integralmente lo studio di Postupalskij proprio per consentire al lettore di conoscere da quale angolo critico viene visto Carducci nell'URSS. E' doveroso dire che abbiamo rilevato, pur senza modificarla, qualche inesattezza, e che alcuni passi della critica non ci trovano consenzienti. Ma non essendoci prefìssi il compito di polemizzare e ribattere le tesi del critico sovietico, lasciamo al lettore ogni possibilità per un giudizio soggettivo e sereno. (Vladimiro Bertazzoni) Il più grande poeta italiano del secolo scorso, Giosuè Carducci, nacque il 27 luglio 1835 a Val di Castello, in provincia di Pisa. Suo padre, medico, membro d’una società segreta (la Carboneria), più d’una volta « patì prigionia e relegazione » per le sue convinzioni politiche; nello stesso tempo egli era fervente cattolico e cercava di educare in questo spirito anche suo figlio. Tuttavia la madre di Giosuè, donna d’avanguardia e colta, riuscì ad inculcare nel ragazzo sentimenti anticlericali i quali, col passare degli anni, si mutarono in una completa ostilità non solo nei confronti del papato ma della religione in generale. Nel 1853 Carducci terminò il ginnasio a Firenze; continuò gli studi all’università di Pisa, ultimata la quale, nel 1856, occupò il posto di insegnante di lettere nella cittadina di San Miniato. Accusato di essere un libero pensatore, egli ben presto fu costretto a lasciare l’incarico, trasferirsi a Firenze e lì a impartire lezioni private. Il moto rivoluzionario del 1859 a Firenze, che detronizzò il « gran duca » di Toscana, fu accolto dal Carducci con entusiasmo. Egli era preso dalla lotta popolare contro gli oppressori austriaci (che dominavano allora gran parte d’Italia e i loro servitori italiani. Ma in quel tempo moriva il padre di Giosuè e, il giovane studioso e poeta, si trovò a essere l’unico sostenitore della numerosa famiglia. Nello stesso anno, 1859, Carducci diventò professore di lingua greca al liceo di Pistoia, e, dopo un anno, fu chiamato ad insegnare letteratura italiana all’università di Bologna. Qui egli passò il resto della sua vita. Carducci morì il 16 febbraio 1907. I 37