un uomo capace di sopravvivere e, soprattutto di ricominciare a vivere in una terra migliore, l’America, il sogno sempre presente, la speranza da realizzare attraverso un lungo periodo di compromessi, di indurimento, di male fatto a se stesso e agli altri. Tuttavia è il sogno stesso che sempre salva Stavros dal cadere troppo in basso, insieme alla istintiva consapevolezza che egli è la speranza di altri, della sua gente e della sua famiglia. Se la giovinezza inquieta di Stavros è tesa verso terre e genti nuove tuttavia le radici del suo essere sono legate alla famiglia in un rapporto profondamente tradizionale. La famiglia è presente a Stavros anche quando egli non la pensa e i suoi gesti, il suo modo di agire ne sono influenzati, benché egli non ne sia, spesso, consapevole. Quando poi egli pensa qualcuno dei suoi, sembra che un richiamo attraversi lo casa dove si parla di lui, con affetto, con spazio per puntuale rispondenza nella sua ammirazione ed anche con un senso di fiduciosa attesa perchè ora è lui il più forte per qualcuno, per la sua famiglia che identifica nel successo di Stavros la sua speranza per un migliore futuro, un futuro in quella terra d’America che già ha restituito Stavros ad una purezza di creatura nuova. SIMONA GHIRELLI “ Dietro la porta „ di Bassani (Einaudi) L'argomento della nuova opera di Bassani, l’abisso dell’adolescenza e quello in- scindibile della sessualità, non può non ricordare, fra gli altri « Il giovane Tor-less » di Musil e « Dedalus » di Joyce. Ma subito ci si accorge che per Bassani l’abisso è molto meno profondo, molto meno inaccessibile che negli altri due scrittori, che per lui l’iniziazione alla vita del sesso non è che un ricordo doloroso, un episodio che ha sì lasciato tracce incancellabili, ma che alla fine si può includere e limitare nel più vasto e complesso atteggiamento dell'adolescente di fronte alla vita. Ancora una volta l’autore sonda nella profondità dell'anima, del cuore umano. Cosa vi trova? Trova nel protagonista una fondamentale incapacità di affrontare la vita a viso aperto, a spalancare la porta dietro la quale egli celava « la sua viltà e il suo livore ». Ancora una volta l'autore esplora la propria giovinezza ed il suo ambiente ferrarese: non si può parlare di un vero autobiografismo, perchè la ricerca si rivolge a un mondo, a una situazione. Così se non è necessario che sia proprio Bassani adolescente lo studente timido, che si lega al ragazza più forte di lui, dal quale si lascia guidare fino a quando non riceverà quella « pugnalata », fino a quando cioè non sentirà « le belle cose » che l’amico devoto dice di lui; è certo che questa esperienza è stata anche dell’autore ed ha avuto profonda influenza su certi tratti del suo carattere. E’ probabile che quest’ultima opera di Bassani deluda il pubblico poiché egli qui poco concede ad esso e meno ancora a se stesso: l’opera è infatti uno scarno racconto, senza nessun abbandono lirico, senza nessuna pietà nell’esplorarsi e accusarsi, ma essa è se non altro significativa come passo avanti nella volontà di scrutare con lucidità e chiarezza dove maggiormente c’è caos, mistero: nell’anima umana. IRENE FERRERÒ decorazioni NUOVA SEDE : VIALE DELLA REPUBBLICA 2 TELEFONO 23407 55