in Oltre l’orizzonte portami dove già il bestiario di Bellintani (cammelli, antilopi, serpe) prepara il tono di Sino alle prime sorgenti: dove muggiva un serpente e dove l'antropo ancor non era. Qui la dimensione del passato si ottiene attraverso l’uso assoluto del verbo essere, nel significato di esistere. In questo caso il verbo essere sospende l’esplicazione concettuale, determinando una tensione che non cede di fronte al punto che conclude. Quest’uso assoluto del verbo evidenzia una peculiarità tematica della poesia del nostro. Costituisce cioè la possibilità di vedere « oltre l’orizzonte », di fissare gli elementi al di fuori dei giorni, di isolare gli affetti in altre dimensnoni dalle umane. Si legga, a conferma di ciò, in Amore della morte: Amore ti segua di lei che fu lontana dal cuore nel tempo dove questa dolcezza di vivere non era. A volte, anche, il verbo risponde alla esigenza di attuare poeticamente certe rarefazioni, sospese, di silenzio e di inutili attese: Ed era il tempo dei galli e dei cavalli e di altro che non è o non sarà tra un breve volgere di anni mai più. Allorché la dimensione del passato primordiale è raggiunta e, si badi, subito perduta, rimane il ricordo che si fa enumerazione di passaggi altra volta consueti, frequentazione di immagini che sembrano appartenere al paese innocente ungaret-tiano. Anche a questo proposito il motivo è ricorrente e costante in tutta la linea poetica di Bellintani. Si può iniziare dal-l’America-mito. L’Americano rappresenta perciò, una spia, un veicolo capace di insinuarci nel gioco illusivo del poeta. E' l’America che nasce dal racconto altrui, l’America favolosa raccontata ai fanciulli avvinti dalle storie che lui narrava del Brasile e del Perù. Su questa stessa affabulazione mitica si fonda la consapevole ricerca genealogica che apparenta il poeta al negro che « vede lungo dentro l’Affrica lontana il suo vil- laggio ». Perciò la madre accovacciata, la negra fanciulla accosciata fra le erbe sono la testimonianza di una ridondanza plastica che inerisce alla parola. Forme accarezzate da mano esperta, ritratte quando più forte si fa la nostalgia viscerale delle origini. In questi paesaggi inventati, visti, e quindi ripercorsi con la memoria, si presentano i termini del bestiario emblematico: il gorilla nella collera, il bufalo, l’elefante, le jene, la gazzella, il formichiere. Il canto si fa melico in Vecchie fotografie di negre: « Chi mai saprà dov’è la dolce guancia... » nella iterazione interrogativa che trova risposta unicamente nella rievocazione di un clima. Ma da forse Un viso tra mille (1953) a Paria (1955) a E tu che m'ascolti (1963), il motivo del passato sembra subire un rallentamento di frequenza e di suggestioni. E nell’economia di una poesia asciutta come quella di Bellintani una ulteriore insistenza avrebbe finito con lo squilibrare anche il senso umano, concreto della fatica del vivere. Nelle due ultime raccolte poetiche il passato-mito, ricompare sì, ma con valore di strappo, come un ergersi repentino, ed inane tuttavia, sul deserto di fauna che sempre più s’approssima in questo presente, in cui tutto altro non è che costruzione babelica. Lo si ritrova per suggestione contingente in A Ima Sumac, orchidea tenebrosa e usignolo, dove la genealogia ancestrale si precisa nell'immagine del bantù e del condor, dello zulù e del silenzio. La si reperisce come protesta di un favoloso passato a cui ci si richiama e come accusa di un diseredante presente in cui ci si trova, in Sino alle prime sorgenti, come già si è visto. Ma è già verso che conferma un atteggiamento comportamentistico: Non importi che l’uomo sulla luna possa un giorno gettare la sua voce dove già si pronunciano le parole scarne che Bellintani scriverà per l’antalogia di G. Spagnoletti. Dalla consapevolezza che « il tempo dei giganti è trascoso », e che dell’uomo rimane oggi se non il pallido grido, scaturisce l’altra dimensione temporale della poesia del nostro: il presente. La dimensione attuale («con il poco o nulla di spazio » che la chiude), la dimensione senza eredità va accettata illi- 4