Renzo Margonari \ Scalarini e il “Merlin Cocai„ Tremilasettecento sono i disegni che Giuseppe Scalarini ha pubblicato su « L’Avanti! », ma nessuno è in grado di dire quanti ne abbia prodotti in realtà. Egli eseguiva diverse versioni di uno stesso soggetto nel volgere di poche ore e la sua simbologia ricorrente era alquanto precisa e povera: ragione forse determinante del suo successo e della sua presa sui lettori. Egli aveva creato alcuni simboli che costituivano, si può dire, l’agiografia della sua stessa interpretazione. Fu, e rimane certamente, il più grande disegnatore satirico d'Italia; uno dei più « politici » del mondo. « Il Merlin Cocai » fu la sua prima esperienza e rimase sempre fondamentale per comprendere l’evoluzione ideologica dell’artista. In nessun studio che lo riguardi abbiamo però notato che si sia esaminata la sua evoluzione stilistica collateralmente alla sua evoluzione ideologica. E’ ciò che cercheremo di indagare tracciando una breve storia critica della vita de « Il Merlin Cocai »: un quotidiano che nel mantovano, anche se da quasi un cinquantennio ha smesso le pubblicazioni, non è ancor dimenticato né lo sarà tanto presto. * * * Con la data del 1° novembre 1896 esce a Mantova il primo numero de « Il Merlin Cocai » che settimanale dapprima, quotidiano poi, avrà una influenza — in base alla sua grande diffusione — fonda-mentale sul costume della provincia mantovana e sulle province limitrofe. La storia di questo giornale sarà, per buona parte della sua esistenza, la storia della vita e delle idee di Scalarini. Raramente giornali di tendenza sono stati così sbarazzini, così frizzanti, così sfidanti e litigiosi, così moralisti come questo. Oggi, anche in una prospettiva europea, non v’è alcun quotidiano che gli si avvicini, se non per tendenza, per spirito e presa sul pubblico: probabilmente perchè non c’è uno Scalarini. Cummings, Siné, e gli altri bravissimi disegnatori — certamente più completi, artisticamente più dotati — non sfiorano nemmeno la precisione e la puntualità e — perchè no? — la cattiveria delle vignette del mantovano. « Merlin Cocai », si presenta nel primo numero con una vignetta di sua mano: un pulcino appena uscito dall’uovo col cappello frigio in testa di fronte ad una volpe che rappresenta un magistrato nascosto dietro due grossi volumi del codice. « Attenti alla volpe » è il titolo di questa vignetta: quasi raccomandazione fatta tra sé e sé dal disegnatore che sapeva di toccare spesso i limiti oltre i quali sarebbe stato perseguibile dalle leggi allora vigenti. Purtuttavia, alcune delle sue illustrazioni e qualche suo scritto che allora furono pubblicati senza incorrere in alcuna misura repressiva, oggi noi stessi ci guardiamo dal citare: ragioni di prudenza! Il numero due appare con una innovazione grottesca se rapportata ai costumi del giornalismo odierno e tale, crediamo, da costituire un caso unico nella storia del giornalismo di ogni tempo. Il foglio si apre infatti con questo neretto: « La vendita del primo numero del nostro giornale ha superato le nostre previsioni. Tutte le copie sono state esaurite in città malgrado il prezzo elevato di due soldi a 9