sussidio; ma egli, vigliacco, me lo rifiutò. (omissis n.d.r.). Disperata e piena di vergogna, scesi sulla strada: stesi tremando la mano al passante, due guardie mi sorpresero e mi condussero nelle allegre carceri di piazza Dante... ». La questua è proibita. * * * Due ammuffite monache, falsamente compunte, gialle, arrotondate dall'epa esagerata, girano di casa in casa, di negozio in negozio, e raccolgono denaro e roba... Elleno non hanno figli... da sfamare: quel denaro, quella roba serviranno a mantenere, od a tirare nei loro istituti nuove vittime ingenue da sacrificare ad una vita supremamente balorda, contraria a tutte le leggi naturali. Ma due guardie le seguono... rispettosamente, ed hanno l'ordine di proteggerle dai possibili lazzi dei passanti. La legge è uguale per tutti ! ». L'anticlericalismo è uso e abuso del « Merlin Cocai » ed anche Scalarini vi si abbandona con una vignetta raffigurante un grasso prelato corredata dal seguente commento: Prima della mia entrata in seminario / io non credea di poter far fortuna / col solo capitale di... un breviario, / non avendo al lavor tendenza alcuna; / Ed or che prete son grasso e beato, penso, ridendo ai poveri minchioni, / che adoran Cristo povero e inchiodato / e a me denari portano... e capponi...! A questa violenza satirica anticlericale il giornale deve infatti buona parte della sua fortuna. Mantova era allora una roccaforte degli anarchici, ed erano essi i maggiori propagandisti ed affezionati lettori del foglio, affiancati dai radicali i quali anch’essi non vantavano simpatie per il clero. Si raggiunge il parossismo in un « fondo » firmato Ihcnaib..., cioè Bianchi, alla rovescia: « A Mantova — grazie l’opera dell’Amico Satana — si è finalmente costituito un Circolo Anticlericale, il quale ha risoluta-mente deciso di muovere guerra accanita, al più grande nemico del progresso, della civiltà, della patria: il prete. Lo sgangherato organetto dei mangiamoccoli del nostro Seminario, dei pasciuti vicarietti delle nostre Parrocchie, e dei gravi e gottosi monsignori del Vescovado ha annunciato il fatto col suo solito stupido spirito di rapa acerba; ma si è scordato d’aggiungere, che in Curia la costituzione del Satanico Circolo ha fatto impressione, perchè di esso si paventa già scudisciate a sangue, lotte petto a petto, vittorie clamorose, e senza rivincita, che li rotoleranno malconci sul campo vasto della ragione. Pertanto però gioverà assai che, massime i giovani della città, che non siano menaturibolo di nessun prete, e che abbiano un po’ di sangue nelle vene, si uniscano lestamente ai benemeriti fondatori del Circolo, per dargli maggior forza e compattezza, e per porlo in grado di entrar subito in lizza con una delle sue armi più potenti: il ricreatorio laico. La gioventù mantovana ha dormito, perdio, abbastanza: ed è tempo si scuota per non passare oltre — eccezion fatta — come composta di elementi fiacchi, snervati e vigliaccamente apati...!. Ed ora amici del Circolo, all’opera, ed al grido di: via le toghe nere, via i tricorni, via i nemici più acerrimi della libertà, via la maramaglia e la camorra nera! »... e nel frattempo si invitano i lettori: « Leggete sempre Dio e Popolo ». Come abbiamo notato, anche Scalarini non disdegnava di lasciar da parte la vi-gnettistica per scrivere salaci righe in prosa. Sue sono infatti le proteste più violente contro la prostituzione minorile a Mantova, contro gli sfoggi indecenti dei decolletés nei palchi del Sociale, contro le turpitudini dei prelati e gli abusi cui si abbandonavano mediante le informazioni ottenute in confessionale. Evidentemente l’artista sentiva il bisogno di completare la sua personalità. Sentiva, forse come intuizione inconscia, di non raggiungere il massimo della comunicazione coi lettori. Le vignette non gli bastavano. Troppe cose non riusciva a dire ed a far rientrare nella scarsa simbo-listica a sua disposizione. Egli non aveva ancora completato la sua creazione di tipi e simboli e molte frecce mancavano all’arco. Inoltre non aveva ancora raggiunto quella sintesi che lo porterà a svettare tra i disegnatori politici di tutta la stampa della sua epoca. Comunque si nota il segno farsi più deciso, più spesso e sicuro e si riscontrano già precisi accenni a quel geometri- 12