TERZA MEMORIA Viene per tutti un’ora, come questa: approda una malinconia viscosa e, nella sua nudità tutta la vita appare senza un senso. Un freddo di sepolcro viene dentro e per potere in piedi sollevarci come sorella di pietà, invochiamo, spossati, la memoria. Ma in noi a volte c’è una tale notte, a volte in noi c'è uno sfacelo tale, quando memoria di cuore nè ragione ci possono aiutare. La viva luce se ne va dagli occhi. E s’agghiacciano i gesti e le parole. Ma una terza memoria in noi s’avviva, e questa è la memoria della carne. La memoria concreta abbiano i piedi della polvere tiepida di strada, e dell’erba il refrigerio vivido, quando i piedi erano scalzi. Con amore ricordi la mia guancia come dopo una rissa consolava la buona lingua ruvida del cane capace di capire tutto quanto. Si ricordi colpevole la fronte come su lei, per benedire, appena percettibile un bacio rivelava tutta la tenerezza della madre. E la schiena ricordi con dolcezza quando dolce piacere soporoso nasconde la terra dentro l’anima quando giaci supino e guardi il cielo. E le dita la segale ricordino e le foglie, il bruire della pioggia e del passero il tremito, il vibrare del garrese nervoso del cavallo. E le labbra ricordino le labbra. In esse ghiaccio e fuoco. Luce in tenebra. In esse il mondo intero. Il sapore di arance e della neve... Ricorderai, si desterà vergogna. Capirai, tu, d’offendere la vita. Della carne il ricordo ridarà la memoria del cuore e la ragione. E tu dirai alla vita: Perdonami. Quella d’un cieco è stata la mia accusa, ad occhi chiusi. Come a grave colpa perdona alla mia vuota, sorda rabbia. E se c’è da pagare un forte prezzo perch’è meraviglioso questo mondo sia così - sono d’accordo. Io pago tale prezzo. Ma del destino incerto i duri colpi, i trabocchetti, uno smarrito andare, vita, per il tuo splendore sono davvero un prezzo così alto?! Traduzione dal russo di Vladimiro Bertazzoni 20