coscienza » non è questione, a nostro parere, di quantità (di coscienza che può aumentare, completarsi) ma di qualità (di coscienza inautentica, che non potrà trovare ordine ai propri contenuti finché non si castigherà alla severa regola grammaticale del nesso, anche nuovo, che lega un termine all’altro). Solo in tale ordine gli oggetti, gli atti quotidiani saranno restituiti a quei palermitani di cui Testa disse: « Questa gente è all'avanguardia della cultura europea ». Dare la consapevolezza d’essere all’avanguardia a questa gente, non è, come sembrerebbe pensare Guglielmi « una for- ma di inconsapevolezza, di insufficienza di coscienza », perchè le situazioni da capovolgere sono ancora molte. Gli atteggiamenti anarchici ed il terrorismo, ha ragione Guglielmi, sono movimenti reazionari; non crediamo però che il sapore un po’ arcadico delle distinzioni sostenute dai vari autori al dibattito di Palermo (distinzioni in molte direzioni, che sarebbe importante analizzare) possa molto aiutare « un maggior esercizio dell’intelligenza e lo sviluppo della consapevolezza critica », se non in senso caviliosamente sofistico. GINO BARATTA Sperimentalismo di Carlo E. Gadda Concordata la discriminazione fra autori già culturalmente qualificati (1) ed e-sordienti, risulta per questi ultimi difficilmente verificabile in estensione il ricorso all'opera gaddiana, stante l’irrilevanza delle prove documentate. Per ora si constata soltanto che il modello è pervenuto in essi ad una sorta di appiattimento e dissoluzione. Sono scomparse punte ed asperità nella prosecuzione di un uniforme dettato o, come s'ama dire, registrazione scrittoria. Il tono è di volta in volta unico. Talvolta gli espedienti grafici e i tessuti linguistici disposti a mosaico parrebbero introdurre una sequenza e turbare in qualche modo la pagina, acquistandole un minimo di tensione: ma è impressione superficiale e meramente visiva, ché parole e frasi coesistono stilisticamente indifferenti. Né, per altro, si nota l’impiego di strumenti espressivi mutevoli e diacronicamente definiti o pregnanti. L'uni-tonalismo verbale accomuna veramente Ai. Perriera, G. Testa, G. Marmori e G. Novak, ma li allontana contemporaneamente dalla tecnica e dalla grammatica autentiche di Gadda (2). La constatazione non meraviglia affatto. Stupisce piuttosto che Gadda sia richiamato da taluno quale compartecipe d’uno sperimentalismo al quale egli è, crediamo, completamente e-straneo: allineato con gli scrittori « viscerali » e con essi solidale nel disimpegno e nell’astoricismo. A favore di una simile riduzione del « Pasticciaccio » (l'unica opera espressa- mente nominata) al grado zero giocano forse differenti fattori: Vaccentuazione del dato segnico nella considerazione dei fatti estetici, posizioni conoscitivistiche ed in misura più bassa contingenze storiche. Gli estensori di alcuni saggi iniziali, in cui è palese la volontà di aprire un discorso decisamente « europeo », riconducono per necessità di ancoraggio la giovane narrativa ad antefatti italiani di sicura rottura antiletteraria. Ed è avvenuto che gli interessi formalistici del Gruppo 63 siano stati rinviati al « calderone » gaddiano quale indiscussa testa di serie: resta ora da vedere con quali modalità si sia sedimentata un’esperienza di assai ampia partitura filologica nel concreto lavoro letterario dei nuovi autori, dopo l'influenza che essa ha esercitato su neoveristi ed altri. La protestata autorità non depone per sé sola della realtà d’una operazione. Ci sembra inoltre che lo sperimentalismo gaddiano abbia scarsa affinità con quello degli scrittori dell'antologia, definendosi l'uno come scientismo, il secondo nei termini d’una ricezione viscerale non discriminata. Ribattendo ad incriminazioni d'empiria, ebbe così ad esprimersi una volta Gadda: « Lo scrittore ha 'preso nozione’, nozione critica, dei limiti di validità, cioè del campo di applicabilità del suo segno espressivo. Galileo del suo: Molière del suo: Flaubert del suo: Dostoewski del suo. Lo scrittore (il drammaturgo) interpreta l’animo dei personaggi, ma valuta in una precedenza operativa il senso e il peso, o il non-senso 24