e il non-peso, delle parole con cui li muove, nell'opera, e li travolge all'inferno » (3). E' infine a stento compatibile con l’idea che Gadda ha della lingua e delle procedure che ad essa ineriscono la convinzione espressa da Sanguineti che sia legittimo isolare « l'elemento lessicale nel contesto linguistico generale... »: legittimità provata dal fatto che sovente l’eversione lessicale (come in Gadda avviene, per e-sempio) copre e compensa la conservazione delle fondamentali strutture linguistiche » (4). E’ vero invece che la dissoluzione-rinnovazione del valore è cercata attraverso l’impiego spastico della parola e della frase: l’eversione riguarda tutti gli elementi del linguaggio, perché la « lingua non (è) minutamente e soltanto parola, ma tutto quanto il caos o il cosmo delle immagini e de’ giudizi, dei nodi e delle favole, in che si aggroviglia il vivente polipaio della umana comunicativa ». (5). La demistificazione attuata da Gadda è di parole prima che di situazioni e di ideologie. Alla parola è demandata la responsabilità dei fatti: un punto questo di disaccordo con A. Guglielmi. « Come la magia e la negromanzia — scrive Gadda — conobbero il valore ossessivo della parola, così questa, anche nella società illuminata, serba il suo contenuto magico. Sta a noi di discattarla dall'ossessione della frode e di ricreare la magia della verità ». L’osservazione rileva una sfasatura negli obiettivi immediati: non nega in alcun modo tuttavia agli sperimentalisti d’oggi la regolarità professionale di alchimisti delle situazioni. FRANCESCO BARTOLI 1 - Leonetti, Arbasino, Del Buono non tol- lerano ovviamente un esame costretto nei limiti dell’incontro palermitano. La opportunità di una ricognizione assai articolata rinvia per forza di cose il nostro intervento ad altra occasione. 2 - Di fronte all’anonimità delle risoluzio- ni espressive del nuovo romanzo sta la tensione di tante pagine (a cominciare dal « Castello di Udine »), nelle quali le spezzature del discorso sono tenute insieme a forza di logica. Cfr. Il Castello di Udine, To, 1961, p. 54, nota 3. In esse la rottura sintattica è in funzione di un innalzamento di tono e di una perseguita modulazione (o torsione) dello stile. 3 - / viaggi la morte, Mi, 58, p. 37. 4 - Gruppo 63, p. 402. 5-1 viaggi la morte, p. 29. 6 - Ibid., p. 37. EINAUi NOVITÀ NARRATIVA Katerine A. Porter - La nave dei folli -« Supercoralli »; pp. 550, L. 3.500 Italo Calvino - Il sentiero dei nidi di ragno - «Coralli »; pp. 195, L. 1.500 Lalla Romano - La penombra che abbiamo attraversato - « Supercoralli »; pp. 209, L. 2.000 STORIA Salvatorelll-Mira - Storia d’Italia nel periodo fascista - « Storica »; pp. 1142, L. 7.000 - Edizione completamente riveduta Federico Chabod - Scritti sul Machiavelli - « Storica »; pp. 406, L. 4.500 Corrado Vivanti - Lotta politica e pace religiosa in Francia fra Cinque e Seicento - « Storica »; pp. 420, L. 4.500 N. U. E. Petrarca - Canzoniere - L. 2.000 Shakespeare - Teatro e Sonetti - L. 2.000 al volume (5 Voli.) Jung - 11 problema dell'inconscio nella psicologia moderna - L. 1.500 P. B. E. Saulnier - Storia della letteratura francese - L. 1.500 Forte - Introduzione alla politica economica - L. 1.800 Lukàcs - Il marxismo e la critica letteraria - L. 1.500 Baldini - Manualetto shakesperiano - L. 1.500 Polìakov - Il nazismo e lo sterminio degli ebrei - L. 1.500 25