LAMENTO D’AUTUNNO Cadon le foglie gialle, cadon le foglie rosse ed io non ho più lavoro, madre. La vite è disciolta, il granturco è su l’aia ed io non ho più lavoro, madre. Dov’era il granturco la terra è già arata ed io non ho più lavoro, madre. Nei banchi di nebbia il sole s'indugia e la nebbia piove come smorta pioggia e vien presto sera ed è fredda la luna come le mie mani, madre, come il cuore. La notte è lunga, il silenzio incombe. Veglio pensoso nel buio: non tengo una [lira nel portafogli, soltanto tue foto ingiallite, non ho più la scorta tra i panni che san [di lavanda nel primo cassetto soltanto cambiali. Madre, chi mi fa dormire? I greggi del [cielo non conto ma i debiti vecchi e futuri. L’alba è lontana. Sarà un’alba scialba, fredda, incolore. Sui campi arati banchi di nebbia Nella nebbia foglie morte ingiallite ed io senza lavoro ed io senza lavoro, madre. IL TRIGRAMMA Polveroso dai calzari alla chierica (s’è intrisa nel saio la polvere tosco - emiliana così da mutargli il colore bruciato come se fosse tessuto di ghibli) il Santo degli Albizzeschi viene di Siena a marce forzate urlando alle piane un sermone senza pause, falciando l'arsura e il crogiuolo del cielo e lo scrigno della valle eridana col trigramma di Jesus hominum Salvator aureo come un meteorite strappato a Galassia nella sinistra spolpata mai stanca di tendere in alto. Lascia le strade battute naviga i grani incendiati di rosolacci. E il grano si sparte innanzi a lui come il mare complice dell’esodo ebreo dinanzi a Mosé che lo sbatte con la sua verga incantata. Entra in ogni chiesa e sferza i sacerdoti a sangue col cingolo e col cilicio li scaraventa fuori sul sagrato (Cristo contro i mercenari proiettato nel tempo da un passo del Vangelo) tra le folle vilmente soggiogate con l’amor di Cristo. « ... che la chiesa è un gradino del cielo non una "parte”, uno scranno dei parla-Bernardo rugge. [menti ». E il trigramma folgora i farisei di Melchisedech e tutti gli scribi. BLUES Mia madre ha la pelle nera mio padre ha la pelle nera anch’io ho la pelle nera E sono morto linciato perchè è un delitto nascere negro sul Mississippi o in Florida. A un negro è proibito fischiare se vede una femmina bianca ancheggiare discinta per il suo quartiere (così che si sveglia sotto la camicia il maschio sornione che dorme anche nel-del meriggio con un occhio solo) [l’afa pure se fosse la meretrice che bazzica a notte sul molo e si vende sui sacchi di caffè cubano e le casse di whisky e di rhum per una pacchetto di Carnei o un intruglio di Brandy e di Gin. Ed io ho fischiato e sono appena un ragazzo che sente prudere il pube ai primi peluzzi stentati, senza malizia, solo per darmi la posa di "bullo”. Ma non sapevo che un fischio costasse la vita. Io l’ho pagata la vita, bianchi: sono Emmett Till. Ho ecchimosi sparse sul corpo più nere della pelle nera, ho un foro di Colt alla tempia (Voi siete stati, bianchi).