Non basta. Mi avete annegato il cadavere nel fiume con una pietra al alla deriva. E a Greenwood [collo mia madre piange. Ma a voi che importa? Come ai tempi della tratta ci vorreste nelle piantagioni a morire di fatica, una ciotola al giorno di ceci e una foglia di coca, e crescere a stringate sulle schiene nude il cotone per i vostri corpi tarati sdilinquiti nell’ombra al suono dei nostri blues dei nostri vecchi spirituals. Con sudore di negri con sangue di negri cumuli di ricchezze ammonticchiaste e su di essi in faccia a Long Island metteste a stravaccare un gigantesco totem più falso dei nostri dimenticati di legno dipinto. E a lui nell’era degli Explorer vittime umane immolate (noi solo in quella della barbarie) il viso coperto da un cappuccio una croce in fiamme freddi settari del Ku KIux Klan. Fino a che il pianto di mia madre come le trombe abbatterono a Gerico tutte le mura non crolli il muro che separa a forza le razze e le uguagli e se non il pianto la forza di tutti i negri che non hanno più paura dei fantasmi e sanno leggere sulla carta le parole scrit-Allora non sarà più un delitto [te, avere la pelle nera come mia madre avere la pelle nera come mio padre nera come la mia Emmett Till. IL CUORE NELLA SABBIA (Variazioni su tema di Hadiar) Le fiamme che divorano i depositi di nafta e di benzina a Marsiglia a Tolosa a Rouen e incendiano le notti della Francia come se bruciasse tutta la Provenza e un rogo sterminato fosse la Bretagna sono la tua insopprimibile brama di libertà vecchia Algeria. Ma fino a quando ancora sarà la gente chiusa nei reticolati il cuore sotterrato nella sabbia che il piede dei paras non lo calpesti le mani ammanettate le donne possedute i bimbi alla tortura e i padri come lupi braccati sulle alture? Solo se bruceranno tutti i serbatoi di nafta e la Francia non avrà più notte per dormire tanto i bagliori uguaglieranno il sole e ogni ombra un agguato una bottiglia di benzina, un mitra il suo sonno pattuirà e la sua paura con la tua indipendenza Algeria. E allora Hadiar potrai dissotterrare il cuore dalla sabbia senza catene il ghibli correrà il Sahara e sarà ghibli tuo, e il vino non sarà più amaro e i fior senza profumo la luce triste; l’amor sarà completo il sole splendido le gioie finalmente gioie i giorni giorni il tuo grido già la tua rivolta la tua vittoria ormai. LA BARCA ARENATA La tua umiltà il tuo amore per tutte le creature la tua cara povertà poverello di Galilea rinato in Assisi povero in canna (manco le chiome avevi ma la tonsura di un teschio che ripugna, manco una veste e una cinta manco una croce di legno ma la terra nuda per morirci) nella spelonca della Verna tre cuori votivi sono, di paglia oscura e niente più. I tuoi fratelli al fuoco 33