gli arresti in massa e il sole a scacchi. Non fa paura il papa che appoggia la nuova inquisizione e [cambia le parole dell’ultimo, il più bello, di tutti i [testamenti e per la cruna fa passare il ricco e chiude al proletario il Regno. Quando benedice le miserie e non dice al Polesine « Via le palafitte; una volta per tutte fortificate gli argini del non è più il Nazareno. Voi lo siete [Po » braccianti con le braccia in croce or che esigete la giusta mercede. Forza compagni! L’OMBRA DI LORCA Un altro meriggio in catene. Aggiungi una sul muro Miguel. La fila si allunga [tacca in tutte le carceri di Spagna. Tanto si allunga che non ricordo più le facce di chi m’aspetta a casa. Perchè l’abbiamo una casa, Miguel, vero Miguel? Nella cella angusta sui tavolacci dei prigio-si assiepa la folla di assenti evocati, [nieri E’ sempre buio qui. Esiste la luce fuori? E’ del tiranno il giorno e dei suoi falangieterni pellegrini al santuario [sti della Vergine del Pilar. Con le croci si battono le pecore stanche di seguire la greggia polverosa per i pascoli d’aria e di sogni celesti e di nulla; noi pecore nere che amiamo la vita e non vogliamo più chinar la fronte e inginocchiarci ancora senza domani migliore di oggi, Caudillo. Aggiungi un’altra tacca alla cinta, Miguel. Non ha numeri il nostro calendario ma tante aste nere di soffrire. E la Spagna toma indietro al tempo dei roghi e delle streghe degli aguzzini domenicani fra nuvole d’incensi e litanie. Ma dateci un fandango incensurato una gitana discinta, una Maja desnuda. Aggiungi un’ altra tacca sul muro della [cella! Chi ha riprodotto alle pareti col carbone i capricci di Goja? Tu Miguel che ami con noi la verità? E’ il nostro peccato la verità. La penitenza è dura. Taci, cuore, non ti E Miguel fa la tacca. E’ l'ora [lamentare. del torero nelle plaze. Urla l’arena il toro che muore furibondo di rosso. Ma per noi quante corride perdute. Guarda se vedi qualcosa da quell’aborto di finestra che ci ricordi il mondo. Non c’è una peseta di cielo oltre le sbarre; una muraglia bianca che abbacina con quattro fori di pallottole e nella polvere una macchia nera come di carburante eh’è sangue. E un’ ombra gigantesca sorge dalla mac-con l’aspetto e la voce di Lorca [chia e dice: « Compagni, m'ha stroncato chi vi perseguita ancora. Guardatelo fisso negli occhi; si domerà come una belva. E un giorno verranno le sue cinque della sera e sarà [liberazione. Fa un'altra tacca, Miguel, con fermezza! ». IL SAGGIO Non è una cometa, padre; lo spazio intatto da sempre, infranto, sminuisce or-Punta sulla lunza il razzo dell’uomo [mai. per ruotarle attorno come falena pazza di luce. Trema l’universo, l’Himalaia è una duna, il Gange una [pisciata di bimbo in fasce. L’uomo ha creato una [stella. Che gli rimane ancora da conquistare? Il Lama che siede sul tetto del mondo e si beve tutte le costellazioni immagine sfatta di Budda piange come una roccia. « Tutto ». urla alla notte. « Sale dai mille pinnacoli dei monasteri di Lhassa l’orrore dei confratelli cacciati per i diru-Vedi l’invasore che brucia la sapienza [pi. con scariche di mitra e si arrocca sul trono del Gran Lama. Sparano dalle coste gialle i cannoni sulle giunche e le isole di Matsu e di Quemoi; lontano che un’aquila non vede la guerra alligna come una mala pianta nei deserti e frutta morti. La pace è una conquista! E numera i popoli, se puoi, che portano catene secolari e un fremito han sentito alle radici sotto i reticolati dei guardiani assetati di petrolio e gemme. La libertà è una conquista! 36 E