■ Una rivelazione della Cecoslovacchia Qualcosa d’altro di Vera Chytilova è, sia pure su di un piano non molto diverso, pieno di stimoli e di sollecitazioni. La Chytilova ha rappresentato a Porretta u-na vera sorpresa e il suo film ha prodotto in tutti una favorevole impressione, un po' perchè i paesi socialisti avevano inviato opere piuttosto scadenti e di conseguenza non ci si aspettava un lavoro così insolito, un po’ perchè effettivamente apparivano evidenti alcuni innegabili pregi. Qualcosa d’altro è composto di due storie parallele: quella di una moglie infedele che a stento ritorna sui suoi passi e quella di una ginnasta che, tra delusioni ed esaltazioni continue, si prepara a difendere per l’ultima volta il proprio titolo mondiale. Quest’ultima storia presenta delle particolari caratteristiche ed è girata alla maniera del cinema -verità. Infatti la ginnasta è una vera campionessa, come veri sono gli allenamenti e i campionati del mondo che vincerà. L’altra vicenda è invece costruita in sede di sceneggiatura, sulla trama appunto di un difficile ménage raccontato su uno sfondo a tinte fortemente e insospettabilmente borghesi. Ci si accorge subito che il film è narrato in maniera impeccabile, perfettamente fotografato, molto ben sceneggiato; le due storie non potrebbero intersecarsi in maniera più naturale, i passaggi dall’una all’altra sono operati per mezzo di efficacissimi stacchi sul movimento che denotano abilità per la fattura e intelligenza per la scelta dei momenti. L’accostamento delle due vicende inoltre, in ragione anche della costruzione e impostazione registica, conferisce a tutta l’opera un fascino particolare. Alla fine è pure facile notare che la Chytilova deve aver avuto ben in mente certe cose della « nouvelle vague » e in particolare quelle che si trovano nei films di Godard. Ma qual’è il significato, l’intenzione contenuta in tale accostamento? Talvolta pare che si tratti di due storie negative giocate entrambe su un sentimento egoistico che tende da una parte al conseguimento di una soddisfazione amorosa, dall’altra al conseguimento di una soddisfazione sportiva. In tal caso la posizione del regista sarebbe quella indicata nel titolo, ovvero la necessità di volgersi a qualcosa d’altro, cioè alla ricerca di una vita più equilibrata, meno univoca. Ma la storia della moglie infedele potrebbe anche essere la storia di una sconfitta e quella dell’atleta la storia di un successo. In tal caso la contrapposizione darebbe al film un significato diverso. Quel che infine pare più probabile è che la Chytilova stessa abbia di proposito conferito al suo lavoro questa particolare ambiguità che, oltre ad essere coerente con i presupposti culturali di certa avanguardia, si avverte come una atmosfera durante tutto lo svolgersi delle vicende. Una cosa è certa: che Qualcosa d’altro ha tagliato fuori in maniera definitiva il convenzionalismo tipico di certi prodotti delle cinematografie socialiste, senza cadere nell’estetismo dove pure vanno spesso a sbattere gli artisti sovietici in particolare, quando tentano di superare i morti criteri dello zdanovismo. Cnba anno zero L’Italia era presente al Festival con Rivoluzione a Cuba di Luciano Malaspina, un film di montaggio che ripete l’esperienza di Allarmi siam fascisti e di Morire a Madrid senza però possedere la medesima larghezza di documentazione e la medesima forza di evocazione drammatica. In questo probabilmente ha qualche importanza il fatto che Malaspina non abbia potuto contare su una grande vastità di materiale se è vero, come è stato detto, che il film, di circa 3000 metri, è stato estratto da un fondo di cinquemila. Le stesse ragioni rendono in qualche modo conto della mancanza, nella colonna sonora, della voce di Castro che avrebbe dato certamente più efficacia a talune sequenze e che molti hanno segnalato come un elemento negativo. Cionostante Malaspina ha dato un serio contributo alla conoscenza della realtà cubana prima e dopo la rivoluzione, un contributo, occorre dirlo, che altri non avevano saputo dare in egual misura (6). Il film, che deve parecchie delle sue più tragiche riprese alla spericolata abilità di anonimi operatori americani, parte da lontano, da quando cioè la piccola 43