isola tenta i primi esperimenti democratici dopo essersi liberata dal dominio spagnolo. Subito dopo si ha la conquista del potere da parte di Batista, la sua caduta nel '44 e il suo ritorno alla testa di un regime più che mai desideroso di vendetta. Qui il film tocca uno dei suoi vertici nella documentazione della Resistenza degli studenti nella Università dell’Avana, delle insurrezioni locali, delle uccisioni operate dalla polizia. Non meno importanti e storiche, sono le sequenze relative alla vita di Castro e alla sua opera in favore della libertà e della indi-pendenza. Lo si vede quando giovanissimo ancora rischia la morte in conseguenza di una sfortunata e disperata impresa, quando poco dopo organizza l’esercito rivoluzionario e resiste tra difficoltà d’ogni genere agli attacchi di Batista, quando infine entra nella capitale al seguito dei suoi partigiani e intraprende i primi atti del nuovo governo popolare. L’ultima parte del film documenta le iniziative di tale governo, dalle pubbliche condanne dei criminali batistiani, alla lotta contro l’analfabetismo perseguita con metodi radicali, alla industrializzazione dell’isola. Non mancano alcuni accenni, per la verità, non sufficienti, al periodo della recente crisi cubana e ai relativi risvolti internazionali. Diremo concludendo che Malaspina ha realizzato un film positivo, giustamente orientato dal punto di vista della interpretazione dei fatti e del quale c’era bisogno allo scopo di documentare e far conoscere uno degli avvenimenti più importanti dei nostri tempi. Sulle eventuali pecche organizzative e artistiche fanno largo aggio la chiarezza dei propositi e l’intento di solidarietà. Il cinema - diretto Ulteriori motivi di interesse sono giunti da A toute prendre di Claude Jutra, un giovane regista canadese che deve certamente qualcosa a Jean Rouch. Non è possibile sapere fino a che punto Jutra sia fiero di questa discendenza, della quale comunque è opportuno precisare i termini. Diciamo anzitutto che il termine cinema - diretto equivale a quello di cinema-verità anche se alcuni ritengono quest’ultimo maggiormente ambiguo per via degli equivoci che il secondo termine (verità) può generare. Le esperienze di certi cineasti e studiosi francesi, Rouch e Morin in particolare, hanno infatti dimostrato che, pur con i più moderni ritrovati della tecnica cinematografica (macchine poco ingombranti, leggere, portatili, facilmente occultabili, silenziose, con registrazione sonora incorporata, ecc.) non è possibile eliminare del tutto la finzione cinematografica. La Piramyde humaine, una delle opere più indicative di questo genere, realizzata da Rouch intorno ad una questione di carattere sociologico, quella della integrazione raziale, è un lavoro interessantissimo, in cui veramente si è riusciti a documentare i rapporti di conflitto e di simpatia che possono nascere tra bianchi e negri posti in una situazione di convivenza. Ma anche in questo caso il valore di « verità » dell’opera non è assoluto ed è sempre facile scoprire l’esistenza di una scelta d’origine (7). Cinema - diretto pertanto indica meglio, forse, l’esigenza di portare a fondo la polemica per la abolizione della storia e del personaggio costruiti artificialmente e non ricavati invece direttamente dalla vita. Bisogna però dire che in tal modo è possibile risolvere soltanto alcuni degli equivoci del cinema - verità, continuando ciononostante a mantenere il fianco esposto alle più diverse obiezioni. E’ quello che capita anche a Jutra, la cui opera, non c’è dubbio, è tratta direttamente dalla vita (narra infatti una vicenda autobiografica, capitata al regista e da lui stesso interpretata), ma è eseguita in maniera da non lasciar dubbi sulla successiva manipolazione. In più, trattandosi di una vicenda autobiografica, il film rischia di perdere quel carattere di oggettività, di documentazione sull’uomo da parte dell’uomo, che pure è tipico di queste nuove esperienze. Tutto sommato Claude Jutra ha diretto, sceneggiato, interpretato, montato, un’opera non priva di intelligenza, fantasia e buona volontà, anche se un po' faragi-nosa e pretenziosa. La presenza di Johan-ne, la bella e brava mulatta cui è andato il premio per la migliore interpretazione 44