1 - Iosé Lino Grunewald lo giudica: «...fortemente vincolato ad una tematica sociale... ». V. Cinema Brasiliano, Silva, p. 116. V. anche su questo regista il servizio di Paolo Gobetti da Cannes in Cinema Nuovo n. 169 p. 205-9. 2 - A proposito della situazione attuale del cinema brasiliano Paulo Emilio Sales scrive: « Il cinema è, al nostro tempo, l'unica arte democratica e popolare, ed è uno scandalo che le prospettive per elevarne il livello siano riservate ad una minoranza geografica e sociale della comunità brasiliana... » e aggiunge: « La situazione della cinematografia brasiliana, nel suo complesso economico e culturale, è spiccatamente coloniale ». Paulo Emilio Sales Gomes, Una situazione coloniale, in Cinema Brasiliano, Silva, p. 253-60. 3 - M. Argentieri, Cinema Libero a Porret-ta, in Rinascita 18 luglio '64. 4 - « Il Brasile è tradizionalmente un grande importatore di fìlms giapponesi che giungevano in quel paese assai prima della scoperta del cinema nipponico da parte europea, fìlms che giungono tuttora in numero assai più considerevole che da noi ». Cinema Brasiliano, op. cit. Introduzione, p. 9. 5 - A questo proposito non pare molto meditato il parere di Morando Moran-dini che ha giudicato l’opera: « ...rovinata dal virtuosismo, dalla bravura tutta esteriore della regia di Tony Richardson che, come 1’ acclamatissimo Tom Jones ha poi dimostrato, è ammirevole soltanto come direttore di attori ». (V. L’osservatore politico letterario, agosto '64, n. 9 p. 115-119). Il giudizio risulta ancora meno condivisibile quando si legge poco dopo che The leather boys sarebbe: « ...un racconto onesto, penetrante, personale ». Oppure, continuando, che Adieu Philippine, del quale è noto che solo per metà fu condotto secondo le intenzióni del suo regista: « ...rimane il più simpatico film del giovane cinema francese». 6 - « Ancora più positivamente apprezzabile - dice A. Savioli del film - quando si abbia presente l’esclusiva e paternalistica dissertazione che, su temi analoghi, dobbiamo ad un regista collaudato come Chris Marker » - A. Savioli - Cuba: ecco il volto della Rivoluzione -l'Unità, 3 luglio 1964. 7 - Può essere utile rivedere a questo scopo quanto ebbe a scrivere Sadoul a proposito del film: « Ne La pyramide humaine Rouch dovette fare ben mag- gior ricorso alla sceneggiatura. Il suo progetto era di esaminare i rapporti fra negri e bianchi, alla vigilia della indipendenza africana, in un ambiente determinato: il liceo di Abidjan ». "Scelta una classe — ha scritto Rouch — l’autore si accorse che, al di fuori delle relazioni strettamente scolastiche, non esisteva praticamente nessun contatto fra gli allievi. Non c’era una vera e propria segregazione, ma una reciproca ignoranza (forse sostenuta anche da un consenso volontario). Nel giugno 1959, l’autore propose a una decina di allievi del liceo di girare un film che avrebbe mostrato quali potevano essere le loro relazioni”. Tenendo allora conto, oltre che del film, anche di questo scritto di Rouch, Sadoul scrive: « E’ chiaro che il progetto non era più di mostrare qualcosa che esistesse indipendentemente dall’autore, ma qualcosa che avrebbe potuto esserci se i negri e i bianchi non si fossero ignorati. Rouch interveniva dunque su di una realtà determinata, come un vero proprio drammaturgo. Attraverso una funzione egli provocò uno "psicodramma”. e continua: « Egli non è dunque più un osservatore, un testimone che si trattiene dall’ intervenire é diventato colui che dirige il gioco. L’intervistatore si è tramutato in sperimentatore, quasi in romanziere ». Georges Sadoul, « Cinema verità » e « Camera occhio », in Film 1963, Feltrinelli, p. 127. 8 - Per un confronto di opinioni intorno ai risultati del Festival è utile vedere, quanto meno, le panoramiche conclusive di: Enzo Natta - Porretta. Ancora, troppi fìlms chiusi in formule consue-, te - Rivista del Cinematografo - agosto ’64 n. 8 - Mino Argentieri - Cinema' libero a Porretta Terme - Rinascita, 18s luglio ’64 - Tommaso Chiaretti - Porret-, ta: bilancio del Festival - Mondo Nuovo, 19 luglio ’64 - Morando Morandini -Porretta Terme - L’osservatore politico letterario, agosto 1964 n. 9 - Lorenzo Quaglietti - Il Festival di Porretta Terme - Cinema Nuovo, agosto ’64 n. 170 -Guillaume Shpaltine - Cinema libero? - Elsinore, luglio 1964, n. 8. Cinema Nuovo per bocca del suo articolista G. Fink, ha dato del Festival un quadro piuttosto negativo. Ora il giudizio espresso da Fink sulle singole opere coincide in gran parte con il nostro, ma diverge sostanzialmente nei confronti delle due opere brasiliane. Questo dipende, mi pare, dal metro di valutazione eccessivamente rigoroso e dal fatto che, probabilmente, si è voluto rapportare l'opera ad un ideale astratto, anziché al contesto storico-culturale che attualmente caratterizza il cinema brasiliano. E’ soprattutto in relazione a questo contesto che i fìlms di Rocha e Diegues ci sono sembrati abbastanza importanti. 48