PELONE — Dove? LA SIGNORA — Lei ha semplicemente fame. Lo confessi: è affamato e la timidezza le ha impedito di dichiararlo subito. Se si accontenta di un pasto freddo e di una bottiglia di Borgogna vecchio, purché si lavi mani e viso, le prometto che la tollererò alla mia tavola non fosse altro come diversivo una volta tanto... E poi... stavo stupidamente dimenticando che la carità è una delle virtù teologali... PELONE — Cattolica praticante? LA SIGNORA — Cattolica. PELONE — Bene, ma non voglio essere un diversivo e tanto meno una volta tanto. E non voglio avere a che fare con le sue sporadiche esercitazioni sulle virtù teologali. Ovvero non sono qui per chiederle da mangiare. (Si alza e si mette a curiosare per la stanza. Una pausa). LA SIGNORA — Che cosa cerca? PELONE — Stavo domandandomi dove possono essere le stanze del signor Peo e del signor Pao. LA SIGNORA — Dietro quella porta. PELONE — Curioso. Pensavo che fossero più... isolate. In un qualche angolo della villa. LA SIGNORA — Vedo che c’è qualcosa della mia vita privata di cui lei non è al corrente. PELONE — Ammetto il difetto di informazione. Posso farle una domanda? LA SIGNORA — Non ha fatto altro da quando è qui. PELONE — Sorvolando sul fatto che i suoi cani abitano « stanze » non capisco perché Peo e Pao meritino l’appellativo di « signori ». LA SIGNORA — Lei non tiene conto che non si tratta semplicemente di due cani ma di due « signori cani ». PELONE — Devono essere due bestie molto infelici se lei le mantiene così al di fuori della loro realtà sociale. LA SIGNORA — Lei parla a sproposito. Il signor Peo ed il signor Pao fanno il bagno tutti i giorni con massaggio, dormono in un letto con materassi di gomma piuma, cambiano aria ogni estate ad ogni inverno e godono dell’assistenza sanitaria più avanzata del ramo. PELONE — Appunto. LA SIGNORA — Curo io personalmente la loro dieta: mangiano filetto e contro-filetto, fritto di cervella, verdure cotte, frutta sciroppata, uova e pesce di mare al venerdì, dolce alla domenica. PELONE — Avranno i denti cariati. LA SIGNORA — Come lo sa? PELONE — Lo deduco dalla mancanza di ossa nella dieta. LA SIGNORA — Non conoscono l'esistenza delle ossa: mangiano solo e sempre carne accuratamente spolpata. PELONE — Un cane che non ha mai visto l’osso è completamente fuori della sua realtà sociale. LA SIGNORA — Più semplicemente a lei disturba che il signor Peo ed il signor Pao godano di certi confort. PELONE — In quanto sono gli stessi confort per i quali l’uomo lotta da secoli, è evidente la loro interferenza nella lotta di classe. LA SIGNORA — Lei ha il torto di credere che gli uomini meritino qualcosa. PELONE — Scopriamo pure le carte. Mi pare che lei parteggi decisamente per i cani. LA SIGNORA — Io ho rotto da tempo con gli uomini. E’ dimostrato che non si comunica. PELONE — La scoperta contrasta con le sue relazioni amorose. Che cosa fa quel certo amministratore delegato? Comunica o no? LA SIGNORA — Lei confonde in perfetta malafede due tipi di comunicazione completamente diversi. PELONE — E poi c’è quell’altro... quel proprietario d’Hotel sulla riviera francese... LA SIGNORA — Monsieur Dupont è soltanto un amico della stagione estiva! PELONE — Poter cambiare l’amante come si cambia la maglietta ai primi freddi è senza dubbio il massimo del confort. LA SIGNORA — Ma basta, basta, sta passando il segno! PELONE — Al posto suo non griderei tanto. Potrebbero sentirla il signor Peo ed il signor Pao. E se è dimostrato che gli uomini non comunicano con gli uomini non è altrettanto dimostrato che i cani non comunichino con gli uomini. LA SIGNORA — Infatti con i miei cani riesco a comunicare. PELONE — Lo vede? E allora potrebbe anche succedere che la cosa si sapesse in giro e che magari giungesse alle orecchie di suo suocero. Il quale nei due mesi che 53