LA SIGNORA (smarrita) — Quali altri punti di vista restano da esaminare...? PELONE — Quello estetico che tanto l’as-sorbe è risolvibile completamente a mio favore. Non dico di essere bello, ma rasato, bagno tutti i giorni, convenientemente vestito, sono sicuro che accontenterei nel confronto col signor Peo e col signor Pao sia l’estetica crociana che quella marxista e fenomenologica. LA SIGNORA — Ma la comunicazione-lei ha il difetto di parlare. PELONE — Posso anche stare zitto. LA SIGNORA — Ma il signor Peo ed il signor Pao brontolano, guaiscono... abbaiano. PELONE — Io posso fare altrettanto. Sono un uomo, signora Caproni, ed un uomo può imparare a non parlare, a guaire e ad abbaiare... a scodinzolare, mentre il signor Peo ed il signor Pao non potrebbero imparare a parlare. Superiorità anche in questo, signora Caproni. LA SIGNORA — Il signor Peo sa andare fino all'edicola e richiedere con uno sguardo qualsiasi giornale PELONE — Questo per me sarà un giochetto. LA SIGNORA — Non è facile come crede. Ci sono altre questioni: il signor Peo ed il signor Pao sono elettricamente positivi. Ed io sono elettricamente negativa. Così... lisciando il pelo del signor Peo e del signor Pao realizzo lo stato di quiete. Ciò è molto importante per lo spirito, mi capisce? PELONE — Anch’io sono elettricamente positivo. (Si slaccia la camicia, abbassa la testa e solleva un lembo dell'indumento sopra il collo). Signora Caproni... provi ad esplorare la mia schiena. LA SIGNORA (titubante) — Lei non ha fatto il bagno come il signor Peo ed il signor Pao. PELONE (con molta gravità) — Osare neccesse est. (Pelone si offre col busto piegato in avanti e la camicia sollevata sul collo. La signora introduce la mano e liscia Pelone sulla schiena prima cauta e diffidente poi con movimenti ritmici e quasi compiaciuti. Dopo i primi massaggi Pelone si mette a quattro zampe e incomincia ad emettere qualche guaito e qualche mugolio canino. D'un tratto dalle stanze del signor Peo e del signor Pao viene un lungo straziante ed autentico guaito). LA SIGNORA (un po’ stralunata) — Co-s’è? PELONE — Credo che si tratti del signor Pao che sta esalando l’ultimo respiro. Gli ho dato una polpetta ad azione rapida. LA SIGNORA (interrompendo i massaggio) — Oh. Dio mio... PELONE — Occuperà un nobile posto nel paradiso dei cani di lusso. Ma non si distragga... stavamo comunicando così bene. LA SIGNORA — E’ vero... Oooh... è proprio vero... la comunione era quasi perfetta... Guaisca nei toni bassi per favore... PELONE — Faccio borborigmi? LA SIGNORA — Faccia borborigmi, Pelone. PELONE — Signor Pelone. LA SIGNORA — Signor Pelone, per favore, faccia borborigmi. (Pelone fa borborigmi. Riprendendo le frizioni. Poi si sente un secondo autentico straziante guaito proveniente dalla stanza del signor Peo e del signor Pao). LA SIGNORA — Ho riconosciuto la voce del signor Peo! PELONE — Del fu signor Peo. LA SIGNORA (dolorosamente) — Polpetta ad azione rapida anche per lui? PELONE — Trattamento uguale per tutti, signora Carponi. LA SIGNORA — Tutto ciò mi sconvolge un pochino. PELONE — Ecco, abbiamo di nuovo perduto i contatti. LA SIGNORA — Riallacciamo... Per favore, signor Pelone, faccia borborigmi. PELONE — Per oggi è ora di smettere. LA SIGNORA — Peccato, avevamo chiuso il circuito così bene. PELONE — L'orario di comunicazione ovvero di lavoro sarà di un’ora al giorno. Vedremo di ridurlo non appena avrò costituito il primo sindacato dei cani di lusso. E ovvio che fruirò del bagno, quattro pasti, cuccia in gomma piuma, villeggiatura estiva ed invernale ed assistenza sanitaria. LA SIGNORA — Tutto come per il fu signor Peo ed il fu signor Pao. PELONE — A celebrazione del loro sacrificio propongo di aggiungere quindici giorni di ferie e... le assicurazioni sociali. LA SIGNORA — La proposta non può che essere accolta. (Si sente raspare ed uggiolare alla porta d’ingresso). 57