ritornano a casa, vestiti di rosso, i bambini dall’ultima messa. Dove sono i tuoni severi delle valli toscane dorate, la passione insaziabile di Sodoma e il famelico lamento d’Ugolino? Ah, hanno una fine e le pene e i piaceri, non si trascinano per secoli ma per anni! I ghibellini e i guelfi si sono assopiti nelle tombe stemmate, vicini. Tutto passa, come ombra, ma il tempo resta, come sempre, vendicatore e l’oscuro peso del passato continua a vivere nel presente. Satana in un intenso splendore, staccatosi dal vecchio affresco, s’è chinato con l’eterna tristezza sulla storta torre pisana. ROMA Lupa, dalle fauci sanguigne, sulla bianca, bianca colonna, a te, cinta di gloria, va, di diritto, il saluto. I bimbi che hai, due fratelli, cercano di stringersi alle tue poppe. Essi non sono uomini ma lupacchiotti; hanno un manto ferino. Non è vero che tu li hai amati come pargoli, nei tempi antichi, quando, urlando nell’ardore battagliero essi incendiavano le città? Quando nel regno del silenzio se ne volarono, come un sospiro, tu a lungo, terribilmente ululando, scavasti la tomba per tre. Lupa, la tua città è ancor quella, su quella stessa riva del rapido fiume, che marmi le alte logge, che colonne invidiabili ha, e l’immagine ispirata di madonne, e la basilica di San Pietro, intanto qui immutabilmente è spalancata la tua tana, intanto le dure erbe crescono fra decrepite pietre e guarda la luna sanguigna delle ferree notti romane. E la città dei Cesari divini, dei santi e dei pontefici sommi, è forte del richiamo dell’orme delle pelose zampe ferine. BOLOGNA Non c’ è acqua migliore dell’ acqua di [Romagna, non c'è donna più bella delle donne di [Bologna, nella penombra lunare s'effondono [dichiarazioni, i profumi si sciolgono dei fiori. Solo il fanale d’un gran signore per un attimo strappa alle tenebre il roseo della pelle tra merletti, il lungo baffo che arriccia il damerino. Ma il fanale passa velocemente, mentre l’amore guarda e trionfa. Oh, come odorano i capelli dell’amata, come trema tutta quando bacia. Ma il vino quanto più è dolce tanto più [è inebriante, la donna, quanto più è bella tanto più [è astuta, ecco, se ne vanno già i babbei a sognare nel silenzio più larga fama. Ed essi verranno, verranno prima dell’alba con pensieri profondi su Giustiniano agli oscuri portoni dell’università, secolare rifugio del sapere. Il vecchio dottore curvo, in toga rossa, cerca le leggi tra le violazioni, ma anch’egli talvolta trascina le gambe per le allegre strade di Bologna. (Traduzione da! russo di Vladimiro Bertazzoni) 62