Glossario di semantica generale a cura di Sandro Badiali Il nome pertanto è uno strumento per insegnare e per distinguere le cose (*). Il conte polacco Alfred Hadbank Skar-bek Korzybski — nato a Varsavia nel 1879, si recò negli Stati Uniti nel 1916 e vi rimase fino alla morte, nel 1950 — è considerato il fondatore del movimento non filosofico in senso stretto, ma largamente culturale e sociale, che dal libro Science and Sanity: An Introduction to Non-aristotelian Systems and General Se-mantics uscito nel 1933, prese idee fonda-mentali e il nome di « semantica generale », in cui l'aggettivo qualificativo assume funzione discriminante nei confronti della semantica accademica di orientamento sia filosofico che linguistico. La semantica generale, secondo le ammissioni dello stesso Korzybski, assume come base filosofica le posizioni del Tractatus di Wittgenstein e della scuola polacca di logica matematica; è stata inoltre notata una forte influenza pavloviana (A. Schaff). I fondamenti della semantica generale, secondo uno dei suoi più notevoli rappresentanti, Anatol Rapoport (professore di biologia matematica all’Università di Michigan e redattore di ETC.: A Review of General Semantics, la « rivista trimestrale concernente la funzione del linguaggio e dei simboli nel comportamento umano », che dall’agosto 1943 esce come organo ufficiale della International Society for General Semantics con sede in Chicago ed avente come scopo « l’incoraggiamento della ricerca scientifica e dell’in- dagine teoretica sui sistemi non-aristote-lici e sulla semantica generale »), si possono così sintetizzare (1): 1. La posizione materialista, vale a dire il riconoscimento dell’esistenza di un mondo oggettivo, è alla base della visione della semantica generale. Questo riconoscimento non viene considerato come la « soluzione del problema fondamentale della filosofia », bensì come un semplice assioma, un accordo preliminare, un conveniente punto di partenza a cui tenere ancorata la discussione filosofica. 2. Il mondo è percepito ed agito dall’uomo attraverso la mediazione del suo sistema nervoso e dell’apparato sensoriomotorio. Ciò che sperimentiamo come « coscienza » è l’aspetto soggettivo dell’attività neurale, determinata dagli stimoli esterni e dalla dinamica interna del sistema nervoso. La coscienza tuttavia non spiega tutte le attività nervose. Buona parte di questa attività procede spedita-mente senza essere riflessa dalla nostra coscienza (p. es., la regolazione dei processi viscerali, i « programmi » profondamente intemalizzati delle risposte automatiche, forse l’attività neurale alla base del comportamento istintivo, ecc.). 3. Una particolarità unica del sistema nervoso umano è la sua capacità di simbolizzare l’esperienza, cioè di « costruire la mappa » dell’esperienza mediante un linguaggio convenzionale. Il carattere « convenzionale » del linguaggio è dovuto all’assenza di qualsiasi connessione « naturale » tra il sistema simbolico e la realtà. Questo carattere arbitrario dei simboli linguistici rende il linguaggio tremendamente flessibile e rende possibile la 63