comunicazione e la riflessione su eventi assenti, passati, presenti, futuri e immaginati. 4. La flessibilità del linguaggio ha una duplice funzione. Da una parte, essa dà all’uomo una capacità praticamente illimitata di astrarre, e così di accumulare e trasmettere blocchi di conoscenza generale organizzata in sistemi deduttivi (la scienza) e quindi di controllare e plasmare la natura. Dall’altra parte, siccome l’uomo reagisce con la stessa prontezza ai simboli e alla realtà, si trova in costante pericolo di prendere le costruzioni verbali di sua propria creazione per la realtà, senza curarsi di quanto quelle corrispondano a questa. 5. La gradazione dal comportamento sano a quello non-sano (nei casi estremi insano) è riflessa dalla maggiore o minore somiglianza tra la struttura logica deH’interpretazione simbolica dell’uomo e le relazioni oggettive esistenti nel mondo (il grado di corrispondenza tra « mappa » e « territorio »). 6. Un esame della sola mappa non dà alcuna informazione sulla corrispondenza tra di essa e il territorio che si suppone rappresenti. Quindi salute mentale e incessante controllo della realtà vanno di pari passo. 7. L’uomo dovrebbe lottare individualmente e collettivamente per raggiungere una maggiore salute mentale. Allo scopo di permettere un approccio diretto a questa corrente di pensiero, che negli Stati Uniti ha raggiunto una diffusione veramente notevole, anche attra-vreso l’istituzione di corsi regolari nelle scuole dal livello secondario a quello universitario, si è pensato di adattare e rielaborare in lingua italiana il glossario di termini usati nella semantica generale compilato da S.I. Hayakawa e A. Rapo-port, comparso sul numero 4 del voi. Ili (estate 1946) di ETC. Lo abbiamo poi fatto seguire da un saggio di bibliografia interdisciplinare, di cui questo è stato il criterio-guida: riunire un certo numero di pubblicazioni, il cui legame — al di là della apparente ed evidente eterogeneità — fosse costituito dallo stimolo all’applicazione di metodologie autonome ai vari campi d’indagine, per raggiungere un o-rientamento effettivamente non-aristoteli-co e combattere sempre più quello che ci sembra il nucleo patogeno del dogmatismo a qualsiasi livello, vale a dire l'ipostasi proiettiva, a causa della quale fenomeni nuovi e complessi, invece di essere analizzati e interpretati secondo le loro particolari caratteristiche, vengono arbitrariamente ricondotti agli usuali moduli cristallizzati, mediante ciò che si potrebbe chiamare l'etichetta stereotipa, che tutto accomuna nell’indistinzione di un verbalismo vacuo e mistificante, il quale allo sforzo della elaborazione critica personale sostituisce i cliché, le astrazioni congelate, gli slogan profondamente inter-nalizzati. (*) Platone, Cratilo, Vili. (1) Prendiamo liberamente dall’importante Letter to a Soviet Philosopher comparsa come articolo in ETC., XIX (1963), 4, 437-55. ADATTAMENTO (adjustment): il comportamento condizionato dai fattori ambientali e dotato di valore di sopravvivenza. ADDITIVE / ASSUNZIONI (additive as-sumptions): assunzioni inconsce secondo le quali anche nella vita, come nel linguaggio, due più due fa sempre quattro. V. NON - ADDITIVITA’. ALLUCINAZIONE (delusion): la mappa di un territorio inesistente: gli « elefanti rosa » dei dipsomaniaci, il « sangue nordico » dei razzisti, la « causa prima » dei filosofi. Una falsa nozione persistentemente accettata e autoattiva. ASSUNZIONI TACITE (tacit assump-tions): certe equazioni fisiologizzate non-verbali (e inconsce): « Le parole sono uguali alle cose ». V. MAPPA. AUTORIFLESSIVITA’ (self-reflexiveness): il linguaggio è autoriflessivo, cioè può essere sul linguaggio, oppure sul linguaggio sul linguaggio, e così via. Essere consapevoli deU’autoriflessività del linguaggio significa essere coscienti delle differenze tra affermazioni sulla realtà e affermazioni sulle afferma- 64