ONNITA’ (allness): una reazione in cui si ritiene che l’astrazione fisiologizzata possieda tutte quante le caratteristiche della cosa da cui si è partiti per il processo astrattivo: « non hai niente da dirmi sui sindacati! », vale a dire, « essi sono tutti uguali e sono quel che io so riguardo ad essi; nient’al-tro ». L’onnità si può anche definire una ipergeneralizzazione dogmatica. Il secondo postulato non - aristotelico, nella terminologia korzybskiana, dice: « la mappa non rappresenta tutto il territorio ». V. ECCETERA. ORIENTAMENTO (orientation): predisposizione per certi tipi di comportamento basata in gran parte sulla in-trocezione di moduli e abitudini linguistici. V. NEUROLINGUISTICO e NEUROSEMANTICO. PLURIORDINALI / TERMINI (multi-ordinai terms): termini che possono rappresentare diversi livelli di astrazione in relazione al contesto nel quale vengono usati; per esempio, odio deliodio è diverso da odio. PROCESSO ASTRATTIVO (abstracting): nei riguardi di un evento si può essere consapevoli solamente di poche caratteristiche; allo scopo di trasmetterle possiamo tradurre in simboli un numero ancor più limitato di tali caratteristiche. Così nella valutazione, nella rappresentazione e nella comunicazione ha sempre luogo un processo astrattivo, cioè una selezione delle caratteristiche: nell’interpretare un evento come un « oggetto »; nel descrivere un « oggetto »; nel far pittura di un « oggetto »; nel trarre inferenze riguardo una classe di « oggetti ». V. ON-NITA’. REAZIONE RITARDATA (delayed reaction)'. reazioni utilizzanti i centri corticali superiori, quindi non «ritardate » nel senso che siano necessariamente lente. Reazioni ad alto grado di condizionamento. REAZIONE SEGNALE (signal reaction): reazione non ritardata a basso grado di condizionamento. REAZIONE SEMANTICA (semantic reaction)-. reazione implicante valutazione (v.), in quanto opposta ai semplici riflessi. REAZfONE SIMBOLO (symbol reaction): vedi REAZIONE RITARDATA. N.B.: Nella semantica generale reazione simbolo e reazione segnale sono termini usati per distinguere tipi di risposta, non tipi di stimoli. SEMANTICA (semantics): (1) il ramo della linguistica storica che si occupa sistematicamente dei mutamenti di significato delle parole, secondo quanto intende per « significato » il lessicografo; semasiologia. (2) lo studio delle risposte umane ai simboli linguistici (ed altri); lo studio del comportamento umano con e sotto lo stimolo dei simboli; « significs » (o « psicolinguistica », è stata coltivata soprattutto in Olanda, in un primo tempo dal Signifische Kring formato da L.E.J. Brouwer, F. van Eden, J. van Gin-neken e G. Mannoury, ed in seguito dal Mannoury con alcuni collaboratori. Trae origine dalle idee di Lady Viola Welby — v. bibliografia — considerata tra i fondatori della moderna semantica: il linguaggio (preso in un senso assai largo) è considerato come mezzo di comunicazione; vengono studiati i rapporti che un « atto di comunicazione » può stabilire tra un « oratore » e un « uditore », gli stati psichici che provoca un tale atto da parte dell’oratore e che fa nascere nell'uditore. Tali ricerche fanno intervenire nozioni di sociologia e di psicologia; inoltre lo studio dei fondamenti della logica e delle matematiche ha una parte assai importante); semiotica (Morris), la scienza dei segni. Sue principali suddivisioni sono semantica, sintattica e pragmatica. Ognuna di queste, e così la semiotica come un tutto, può essere pura, descrittiva o applicata. La semiotica pura elabora un linguaggio per parlare intorno ai segni, la semiotica descrittiva studia i segni effettivi e la semiotica applicata utilizza le conoscenze intorno ai segni per il raggiungimento dei diversi scopi. Nella semantica generale la parola viene usata ordinariamente nell'ultimo senso (2). SEMANTICO / DISTURBO (semantic di-sturbance): comportamento derivante da una discrepanza inaspettata tra la 68