mappa e il territorio. Il disturbo semantico continua se la mappa non viene adattata. SEMANTOGENETICO / DISORDINE (se-mantogenic disorder): disadattamento derivante dalla comprensione erronea persistente del significato di parole cariche emozionalmente. V. TERAPIA SEMANTICA. SIMBOLO (symbol): qualcosa che sta per qualcos’altro. SOGGETTO - PREDICATO (subject - predicate): la struttura grammaticale caratteristica delle lingue indeuropee, dalla quale deriva la tendenza a ritenere che ogni proposizione debba essere nella forma di una « proprietà » (predicato) assegnata ad un « oggetto » (soggetto); « Gli uomini sono mortali ». Ne scaturisce quindi la necessità di rendere le proposizioni del tipo soggetto - predicato — in cui si accentuano i termini della predicazione in se stessi — un caso limite di una comprensione più generale, dove abbiamo un complesso funzionale - sistematico, in cui si accentua la relazione in se stessa. Vedi EITA’. SPAZIO - TEMPO (space - time): continuo tetradimcnsionale in cui sono collocati gli eventi della fisica relativistica. STRUMENTI ESTENSIONALI (extensio-nal devices): lineette; virgolette, indici, date, eccetera (v.), ecc., usati in maniera esplicita e implicita per ritardare le reazioni ed assicurare o-rientamenti estensionali. STRUTTURA (structure): ordine pluridimensionale. TERAPIA SEMANTICA (semantic thera-py): lo sforzo di migliorare l’adattamento personale correggendo l'interpretazione erronea di parole cariche emozionalmente: per esempio, la rein-teipretazione di ciò che viene significato da femminilità da parte di una giovane donna che pensa di essere « non femminile ». Vedi SEMANTOGE-NETICO / DISORDINE. TERMINI NON - DEFINITI (undefìned terms): nella semantica generale si mette in rilievo che i termini non chiariti da definizione, insieme alle assunzioni non provate (postulati), devono essere dichiarati in maniera e-splicita. UNIVERSO DEL DISORDINE (universe of discourse): di questo termine — che non compare comunemente nella semantica generale, ma anche in questa disciplina sembra aperto a stimolanti applicazioni — possiamo rintracciare due usi: un uso tecnico nell’ambito della logica formale contemporanea, che si potrebbe così definire (Strawson): l’universo del discorso è l’insieme delle cose comprendenti l’estensione e l’esclusione di una classe, p. es. cose verdi e cose non - verdi se la classe è « cose verdi »; e un uso allargato o deformalizzato, secondo cui vengono operate implicitamente o (più di rado) esplicitamente delle restrizioni alla totalità di ciò che viene detto, oppure viene delimitata un’area dell’Universo della quale si deve parlare (ciò che sta nella stanza A), o un tipo di linguaggio da usarsi (il linguaggio della fisica classica), o di entrambi (soltanto ciò che sta nella stanza A e soltanto nel linguaggio della fisica classica). VALORE DI SOPRAVVIVENZA (survival value): il valore di sopravvivenza di un dato tipo di comportamento è misurato dal grado col quale esso a-gisce sulla probabilità di sopravvivenza. Così possiamo parlare di valore positivo o negativo di sopravvivenza, come pure di valore di sopravvivenza per gli individui o per le specie. VALUTAZIONE (evaluation): un termine non elementalistico usato per denotare la risposta totale ad una situazione. La risposta totale comprende variazioni viscerali e nervose, « pensiero », « emozioni », verbalizzazioni, atti aperti, ecc. VERBALIZZAZIONE (verbalization): nella semantica generale il termine « ver-balizzazione » si può usare in riferimento non solo al discorso e alla scrittura, ma anche al discorso subvocale che ordinariamente viene chiamato « pensiero » (thinking). 69