uomini che la vissero. A questo fine egli ricorre alla lettura degli scrittori neoplatonici del III sec., perchè essi evidenziano, fra pensiero pagano e cristiano, un nuovo mondo morale, per il quale ciò che noi intendiamo per reale diventa apparenza, favola, finzione ed infine simbolo della realtà trascendente, l’essenza della divinità. Plotino indica già i mezzi per i quali è possibile la comunicazione con la vera bellezza (7), la passionalità e il fantastico, che sono poi due aspetti perduranti dell’atteggiamento mentale del Medioevo. La apparenza sensibile perde i suoi netti contorni, non ispira più fiducia, e lentamente i suoi limiti vengono a confondersi con l'irreale. Accanto alla questione del « realismo medievale » e a quella subordinata di « rappresentazione », l’altro grande tema schlosseriano riguarda l’individuazione dei centri d’irradiazione stilistica e dei dialetti romanzi dell’arte. Il nuovo linguaggio figurativo romanzo, parallelo al latino volgare, venne formandosi per un intimo processo di dissoluzione degli elementi classici, sui quali si sovrapposero, lentamente deformandoli, i segni della iconografia cristiana: processo analogico, di corrispondenti ed equivalenti. Come, per render conto della formazione delle lingue romanze nazionali e regionali, fu necessario formulare la teoria dei « sostrati », così lo S. presenta quali termini generatori di novità e insieme fattori delle distinzioni locali, i sostrati figurativi cel-tico-gallico e britannico con i loro famosi ornamenti a motivi di animali e intrecci. « E’ innegabile però — scrive — che in essi si muove uno spirito nuovo, primitivo e raffinato nello stesso tempo e che introducono una vera rivoluzione nel campo dei fregi ornamentali, spezzando come una vegetazione selvaggia i riquadri e le regolari campiture dei fregi classici » (p. 44). Un aspetto assolutamento proprio del linguaggio artistico del Medioevo è la tipizzazione, il procedimento cioè che permette di accostare fra loro, anzi di sovrapporli, due casi che presentino analogie. Ci sono esempi di parallelismi di forma e contenuto, ma « solitamente è la forma e il contenuto insieme che debbono presentare somiglianze ». Come la rima, anche la rispondenza ciclica sorse dal so- strato popolare, che con tutta verosimiglianza fu quello celtico. Per concludere, vogliamo proporre all’attenzione del lettore le pagine schlosse-riane dedicate al commento del Livre de portraiture dell’ architetto gotico Villard de Honnecourt (1200), importante per a-ver esemplificato in modo assolutamente chiaro l’atteggiamento dell’artista verso la natura (8). Allo S. capitò raramente di penetrare le opere singole e di farle, per così dire, rivivere nella mediazione del suo discorso, negato, lo sappiamo, alla monografia e alla stilistica individuale. Eppure, per i fogli disegnati da Villard egli è riuscito ad entrare nel clima poetico del disegno e a fare storia dell'artista e non dell’arte. Si direbbe che ci sia voluta tutta l’energia polemica di una intelligenza che ha da combattere prevenzioni, nella certezza di avere scoperto in un’opera individuale la sottile chiave interpretativa del linguaggio comune. FRANCESCO BARTOLI 1 - v. Otto Kurz, Julius voti Schlosser. Per- sonalità metodo lavoro, in « Critica d’arte », 1955, II, fase. 11-12, ora rist. nell’ ediz. it. dell’ Arte del Medioevo dello S. 2 - ibid., p. XVIII. 3 - ibid., p. XV. La Letteratura artistica uscì per la prima volta a Vienna nel '22. Nel « Proemio » l’A. informa che i saggi ivi riuniti « apparvero negli anni della guerra, nei volumi delle « Relazioni » della Accademia Viennese delle Scienze col titolo Materiali per la conoscenza delle fonti della Storia dell'Arte », ma che il loro inizio risale a più di un quarto di secolo prima e rappresentano il « riassunto » della immensa raccolta di documenti. L’opera, lasciata poi senza sostanziali rifacimenti, (l’A. infatti preferì ampliare alcuni temi in saggi staccati come L’antica storiografìa italiana dell’Arte del 1929 e Xenia. Saggi sulla storia dello stile e del linguaggio nell'arte figurativa, trad. it. 1938), tratta in nove libri successivi questi argomenti: Medio Evo, Il primo Rinascimento, L’eredità di Leonardo, La storiografia dell’arte prima del Vasari, La teoria dell’arte nella prima metà del Cinquecento, Il Vasari, La letteratura artistica nel periodo del manierismo, la storiografia del barocco e del classicismo, La letteratura italiana locale, La teoria artistica dei secoli XVII e XVIII. 4 - L. Venturi, Storia della Critica d'Arte, Einaudi, 1964, p. 43. 80