“ Vita del Petrarca „ di E. H. Wilkins (Feltrinelli) L’opera pubblicata nel 1961 presso l’Università di Chicago (e tradotta con la sollecitudine che caratterizza il lavoro culturale di aggiornamento e di ricupero che si rileva in Italia da quattro o cinque anni ad oggi), si presenta opportunamente nel contesto delle nuove esigenze storico - critiche e delle più recenti proposte estetiche. La Vita ci presenta un uomo di studio e di passione più che un poeta; o, se si vuole, presenta un poeta spogliato di crismi, di fuorvianti incantamenti, che solo si spiega attraverso l’uomo immerso nel proprio clima sociale e culturale in cui trova l’integrale fisionomia (cfr. W. Binni - Poesia, critica e storia letteraria - Bari, 1963 - pag. 69;84). Quando si escludono i crismi si vuol dire che né perseguimenti di gloria, né contemplazioni erotiche, aureolate medita-tazioni falsano il poeta di testa e di retorica quale fu il Petrarca. E’ un tessuto fittissimo di amicizie, di colloqui, di cordiali j apporti con gli uomini del tempo (e non solo i più famosi, ma anche, si direbbe, soprattutto, — i minimi —, i soli capaci di incontrarsi con il Petrarca quotidiano) che ci permettono di seguire, attraverso gli anni, i mesi, a volte attraverso le ore cruciali, i convincimenti, le reazioni, gli affetti e i malumori del poeta aretino. In questo senso veniamo a contatto con un uomo. I rapporti del poeta con Cola di Rienzo, la fluidità psicologica in cui si immergono i legami tra il Petrarca ed il Papato Avignonese, la cronistoria del formarsi del Canzoniere e delle altre opere sembrano costituire i filoni essenziali della biografia dello Wilkins. Un aspetto stupisce, cioè scrolla dalle romantiche deformazioni: Laura quasi non compare, quantunque l’autore non affermi metodologicamente quanto il Croce ebbe a scrivere a proposito di Bea- trice (cfr. La poesia di Dante - Bari, 1943, pag. 29). I rapporti del poeta, o meglio, dell'uomo con la donna sono quasi inesistenti: questo tuttavia implica che vengono illuminati per quanto è possibile. Perciò, anche in questa direzione, l’opera prepara il terreno più adatto all’in-dagine del polisenso. In tal modo la Vita fornisce il pretesto per fare il punto su una situazione, attorno a un luogo critico dell'estetica e della metodologia letteraria contemporanea. Quando il Binni insiste sulla necessità di ricostruire la biografia storico - critica di un poeta per fondare storicamente i parametri della fruizione estetica, quando il Salinari si intrattiene nel delineare puntualmente la speciale posizione affettiva del Pascoli con le sorelle, crediamo che entrambi i critici sottolineino l’imprescindibilità della ricostruzione biografica: è necessario partire dall’opera per uscirne nella ricognizione del suo contesto, per ritornare finalmente all’opera, in modo che l’acquisizione storica arricchisca l'analisi stilistica. In una metodologia letteraria di questo tipo la biografia non è più concepita come ricerca non pertinente anche il giudizio estetico, e neppure come mortificante accumulo di dati cronachistici, ma è intesa come strumento capace di descrivere l’ambito dell’operare artistico, offre cioè la possibilità di « vedere se il poeta si trova nella condizione più necessaria per compiere questa o quella determinata opera » (cfr. M. Luzi - L’inferno e il limbo -Milano, 1964 - pag. 11). Sapere in quale anno il Petrarca ha letto Agostino o Quintiliano, conoscere con esattezza la storia dei suoi giorni significa costruire filologicamente la storia di un’opera. La poetica che è un farsi con la poesia, è anche un farsi con la vita culturale, che non ha nulla di metafisico, ma si risolve essenzialmente in un succedersi di giorni, nei quali vanno calati incontri e scoperte, studio ed esercizio di lettura delle opere altrui e delle proprie. GINO BARATTA Russo dal 192 3 veste Mantova elegante TESSUTI NOVITÀ mantova Corso Umberto I n. 9 - Tel. 21604 83