“ La cultura greca e le origini del pensiero europeo,, di B.Snell (Einaudi) « Il pensiero nelle sue forme logiche comuni a noi Europei è sorto presso i Greci, e anzi da quel tempo viene considerato come l’unica forma possibile di pensiero. Senza dubbio, esso ha per noi Europei un valore determinante, e, quando lo usiamo nelle speculazioni filosofiche e scientifiche, esso si libera da ogni relatività storica e tende verso valori incondizionati e duraturi, in una parola verso la Verità; anzi non soltanto tende ad essa, ma raggiunge anche il Duraturo, l’Incondizionato e il Vero ». Ecco quanto B. Snell scrisse nell’introduzione della sua opera: ciò sembrerebbe bastare ad indicare la matrice hegeliana che lo accomuna ad E.R. Curtius e a E. Auerbach. (Si pensi, per es., alla concezione figurale di quest’ultimo a base della interpretazione del mondo dantesco, o a certe pagine sulla circolazione del pensiero dalla cultura occidentale a quella orientale in E.R. Curtius). In comune con i due studiosi, Snell presenta un massiccio possesso filosofico del mondo orientale e greco Se si fondono i due aspetti, cioè l’impronta hegeliana, così affascinante nella sua misticità, e la sicurezza filologica, si avrà il tono generale dell’opera. Non basta tuttavia situare l’autore nella migliore tradizione della Geistesgeschichte, in quanto una tale localizzazione limiterebbe unidirezionalmente il valore dell’opera. Si potrebbe, al contrario, rilevare nell'autore un movimento pendolare dalla interpretazione idealistica dello Spirito alla verificazione storicistica dei fatti storico - culturali. A buon diritto, quindi, l’autore insiste neH’affermare che non intende parlare di « uno spirito vagante fuori della storia », cautelato da tale pericoloso schema dall’aiuto fornitogli dalla filologia, che opera nella descrizione del divenire storico del pensiero. Ecco, comunque, uno schema dell’opera: dalla visione particolaristica, fram- mentaria ed oggettuale di Omero alla scoperta dell’antinomia del reale in Esiodo; dalla indiscriminata unità di anima e corpo, alla profondità interiore che scaturisce dalla « lirica » di Eraclito che indica l’illimitatezza del mondo spirituale rispetto a quello fisico. In tal senso E-siodo « è il primo a porsi il problema del significato di ciò che ha significato e del valore di ciò che ha valore ». Lo Snell nella descrizione del divenire storico della cultura greca passa alla proposta della individualità attraverso la lirica che scopre l’immediatezza e il presente. « La contradditorietà del sentimento si manifesta nei lirici non solo come un avvicendarsi nel tempo, come un alternarsi di quiete e tempesta, ma come dissidio nel momento presente ». La lirica perciò svolge un ruolo demistificante ed emancipa dal mito. (Tutta l’opera di Snell non è altro, in fondo, che la storia di tale emancipazione). Il potere e la funzione del poeta si approfondiscono sempre più, così da permettere a Pindaro di affermare che l'azione ha bisogno del poeta « saggio » che ponga in rilievo il senso dei valori terreni. Così se nel mondo epico omerico si incontra la suddivisione del mondo in due strati, dei quali l’uno conferisce senso all’altro, proprio attraverso l’approfondimento interiore della lirica si arriva al dramma in cui il mito si trasforma in azione scenica. La realtà che il dramma ricerca è nel mondo dello spirito. In tal senso i valori diventano problematici in Euripide. « L’opera porta alla storia; la poesia teogonica e cosmogonica sfocia nella filosofia naturale ionica che ricerca l’Arché, la ragione e il principio delle cose; dalla poesia lirica si sviluppano i problemi riguardanti lo spirito e il significato delle cose ». Il passaggio dalla concezione mitica al pensiero logico è studiato attraverso la similitudine, il paragone, la metafora e l’analogia: l’autore vede infatti in tali fenomeni « un valore originario e un carattere di necessità ». Il cap. XI rappresenta perciò un punto chiave di tutta l’opera, soprattutto per l’evidente accettazione, da parte dello Snell, di teorie sociologiche, antropologiche e psicologiche ben precise. L’accettazione rappresenta un punto di rottura con quanto generalmente s’intende con 84