Storia dello Spirito. La distinzione tra pensiero logico che esige attività, e pensiero mitico che è recettività, permette ancora di inserire il volume nella attualissima problematica agitata da Lévi -Strauss. Un documento ulteriore demistificante ogni metafisica idealistica è offerto dall’autore nella storia della formazione dei concetti scientifici nella lingua greca. Lo Snell fonda tutto il suo discorso sulla presenza dell’ articolo determinato, che « dà una determinazione all’immateriale, lo pone come oggetto universale, e presenta infine questo universale come oggetto singolo e determinato, su cui è possibile formulare giudizio ». Anche in ciò l’autore corregge, o, meglio, rifiuta la Storia dello Spirito con una filologia concreta, con un sano eccesso di grammatico, che dagli ortodossi storici dello spirito sarebbe ritenuto fuorviante. Il cap. più appassionante è rappresentato — ci sembra — dal XV: « Il giocoso in Callimaco ». Ci si ricorda a questo proposito di alcune parole di E.R. Curtius: « E’ attraverso la corrente e la forza di una poesia nuova che può venir riscoperto un poeta e solo in seconda linea attraverso una critica nutrita, a sua volta, dall’esperienza della nuova poesia »( Letteratura Europea -Bologna, 1963, pag. 28). Siamo cioè convinti che il « Giocoso in Callimaco » sia fra i capitoli dell’opera il più attuale, proprio perchè una poesia, capace di riscoprire un poeta come Callimaco ed un’età come la sua, è ancora nostra. George, Riike e Benn, per la Germania, bastano a giustificare il terreno di una critica filologica atta ad intendere « per contagio » la teoria della poesia - frammento, della poesia che in se stessa trova la propria misura. Perciò si è accusata l’insufficienza della Geistesgeschichte in cui inserire l’o- pera di B. Snell, e si è proposto invece un movimento pendolare in cui è problematizzata la scelta dell’autore. GINO BARATTA “ I Fiori del Male„ di Baudelaire (Feltrinelli) [ Traduzione di Luigi De Nardis con testo a fronte e con saggio introduttivo di Ericb Auerbach j Che ogni traduzione dei « Fleurs du mal » baudeleriani costituisca di per sè un avvenimento letterario di primo piano, è cosa notoria. E ciò sia per la risonanza dell’opera, sia per le difficoltà intrinseche a un lavoro di questo tipo, dal momento che, se ogni opera di traduzione ha come sottinteso il problema della specificità del linguaggio e in definitiva della resa poetica, nel caso di Baudelaire tale problema è ingigantito a dismisura dalla tradizionale osticità del poeta francese a lasciarsi « cogliere ». Questa è la ragione non ultima del moltiplicarsi delle traduzioni italiane intorno a Baudelaire, chè se a tutti son note le difficoltà dell'impresa, è proprio il desiderio di battere strade dove altri si sono cimentati con scarso successo che spinge gli studiosi a intensificare gli sforzi e ad affinare le armi letterarie. Tenuto conto di queste premesse, dobbiamo essere grati all’editore Feltrinelli per la pubblicazione di questi « Fiori del male » tradotti da quella nota figura di decorazioni NUOVA SEDE : VIALE DELLA REPUBBLICA 2 TELEFONO 23407 85