In questa poesia, che si situa nella piena accettazione dei moduli dell’opera aperta, si attua il progressivo allentamento di legami fra significante e significato. E qui ovviamente si apre il dissenso fra noi e Dean. Una poesia di questo tipo è esposta al rischio del gratuito, accettarla significherebbe sottoporsi al gioco delle mistificazioni più paradossali. Il tutto nasce da quella cattiva interpretazione della fenomenologia (l’attacco non è qui volto alla fenomenologia, bensì al suo uso volgare) che si traduce praticamente nell'accettazione indiscriminata (ivi comprese tutte le aberrazioni possibili ed immaginabili). La nostra richiesta avanzata nelle note d’apertura d'un recupero del valore estetico, ha qui il significato di argine nei confronti dell’abuso più sistematico. Per esempio, in questa poesia modulata sull’ormai consueta poetica degli oggetti, si assiste a un verso (per torsoli di mele pure / terrore e miseria del terzo reich vomitati) che se per Dean è chiaro riferimento a un dramma di Brecht, per noi, assolutamente ignari del contesto, è oscurità senza scampo. Forse quello da noi proposto è un caso limite. Resta comunque il fatto che una poesia assumente il materiale culturale in senso volutamente ambiguo col pretesto di una maggiore disponibilità di fruizione, acquista volentieri il significato di gioco intellettualistico, con numerosi punti di contatto con quella poetica dell’evasione che, sia pure per altre vie, è stato sempre nostro preciso intento combattere. Pulsare e tempie stanche dall’altra parte della parte dove gatti di buio in amore e la notte insieme per torsoli (1) di mele pure terrore e miseria del terzo reich vomitati (per industrie nazionalizzate?) dove finirà mai tutto l’iodio del mare ed invece l’alba solo più grigia (parole troppo sentite e di loro timore: le tue mani bambine) quello che resta della solita giornata di sofferenza oppure in realtà solo amore di sé e l’ombra proiettata fondamentale di qua e di là dal fiume file di scarpe attendono sé pulite di ritrovare alla mano di poi che questa cenere l'abbiamo tutta fumata insieme (devi anche perdonare. Ma un nome per i miei pensieri) e il caffè e la sua tazza i fondi il latte e il suo cuscino allora quando bastava un momento voi lo sapete amici voi lo sapete non era bere caffè il parlare scrivere punto anche altro da camera di albergo senza ombra di sè come le altre (ma è come quando si rimpiange lo sappiamo un sorriso al punto giusto ed una melodia cerchiamo senza trovare) parlare l’ansia e lacrime eppure risate di nevrosi al punto giusto costi quello che costi e venne sì un uomo ma non lo videro quando la pietra aspra di una Grecia prima Karamanllis (2) invece pochi capelli radi coprian certezze e virtù e paura for unaccompanied violin partita due numero due (2) sino domani la gran luce del giorno non la grande stagione della primavera de’ sensi ma è un segreto pochi noi lo sappiamo per le ville e cittadi spiangeva sopra un letamaio ma ( e qui ancora una volta un: tempo di swing) il sapore delle cose passate l’amore delle cose domani o solo essere ora vanito (3) nel cielo di stelle una volta per tutte così senza spreco di parole di parole di disperazione se non per te che vieni dal tempo i tuoi capelli quasi rossi ricordo passato dello primo incancellabile amore oppure non lo so invece probabilmente sola persona venuta dal mare di asfalto la voce eguale, povere mai riusciti a cancellare speranze. Un fiordaliso per sempre nella corona (e i gran funerali) occhi e corpo bruciati respiro invecchiati 35