Nelle tre poesie che seguono ci sembra che Dean abbia se non altro maturato un uso più consapevole della poetica « aperta », ma che in sostanza valgano le argomentazioni avanzate in precedenza. Vediamo l'inizic di questa poesia, dato da una lunga serie di ipotetiche prive dell’apodosi. I nostri sforzi tesi a cercare un’infinitiva che fungesse da sottinteso a quel « se sia veramente possibile » (per esempio fare poesia) sono stati delusi dalle esplicite parole dell’autore, che aprendo volutamente l'ipotetica, non aveva in mente un riferimento preciso, ma demandava questo alle possibilità fruitive del lettore. E ciò con buona pace del critico, i cui tentativi non dico di giudizio, quanto di semplice parafrasi, sono evidentemente destinati a naufragare nel mare magnum del solipsismo, dell' interpretazione meramente soggettiva. Per non dire poi di quelle « ferite sparse sul persiano », esempio tangibile di come, allargando a dismisura l'alone semantico della parola, si giunga a tali stratosferiche distanze fra significante e significato, da far perdere di vista ogni possibilità di comunicazione. Se sia veramente possibile (è questo già complicato) una volta trascorsi i fili teneri della cartiera di Nervi (1) filanti scie per funzionali famiglie aziendali inchiodate nella nebbia in vai padana senza nemmeno registrazioni brave di Leonetti oppure Antonioni. Se sia veramente possibile usare parole — die Buchstaben (2) — le lettere se, come si legge per l’asserire ha da esserci, in un qualunque modo, qualcosa in comune tra le strutture della proposizione e quelle del fatto se sia veramente possibile dico dopo quanto ancora si lesse del problema terminologico la chiara affermazione certa per limpidi squarci di cieli stellati apodittici cristallini a solo per cobalto e nichel (oh le tue ferite sparse sul persiano) (3) per cercasi aaa cercasi aaaaaaa di Guernica (4) la quercia se per l’inalienabile d’ogni popolo dritto di seminare nell’orto di Van Alien (5) e più giù ceneri da concime non per nulla teutonici eppure non esistono pare che gli indignati per la forma, nell’affare del premier K. (6), questi del Maquis (7), della crociata d’educazione. E ancora si legge d’arte della malinconia e veleggiano Liala sul mare dei raffinati yacht lieti scherzi intorno ad un centrai pilastro arteperarte nascosto sotto spaventose citazioni (e graziosi cinesini), allora se licet dire epos per la ragazza Carla (8), è ancora una volta tempo di mito e ritrovarsi in luoghi comuni per eguaglianza di significati attribuiti e raccontare di questi giorni i tempi oscuri e insieme trovare autentiche nuove speranze — da volerle presentare come possibili —. (1) Pier Luigi Nervi = noto architetto, costruttore tra l’altro della locale Cartiera Burgo. (2) Die Buchstaben = caratteri di stampa. (3) Oh le tue ferite sul persiano = quando capita di sentire discorsi d’animesche intimità riposte, angosce (fiacche) esistenziali, e si dice vengano ostentate le viscere di chi parla: alle volte capita in rarefatte atmosfere di salotto buono. (4) Guernica = località dove avvenne una famosa battaglia durante la Rivoluzione spagnola. C’è un quadro di Picasso ispirato all'avvenimento. (5) Van Alien = fasce di Van Alien - Fasce radioattive che circondano l’atmosfera. (6) K. = Kruscev. (7) Maquis = movimento di resistenza francese durante l’ultima guerra mondiale. (8) Ragazza Carla = opera poetica di Pagliarani. 37