Vernando Trebbi | Maselii, De Santis, Pasolini, Antonioni ovvero le proposte attuati deI cinema italiano- “ Gli indifferenti,, da Moravia a Maselii L’incontro di Moravia con il cinema è stato, almeno dal punto di vista commerciale, un incontro fortunato. E certamente l’interesse che la riduzione cinematografica delle sue opere ha saputo suscitare anche in registi di non secondaria importanza, come Damiani, Godard e lo stesso Maselii, non ha terminato di dare i suoi, più o meno apprezzabili, frutti. La ragione di tutto ciò si deve probabilmente cercare sia nel ruolo di protagonista della cronaca culturale, che Moravia ha saputo svolgere dal dopo-guerra ad oggi, estendendo un po’ dappertutto la sua capacità di interesse e di presenza, sia negli argomenti spregiudicati e « vietati » intorno ai quali si è sviluppata la produzione letteraria di questo autore, sia infine nella prosa di una corposità quasi naturalistica, per nulla aliena dalla trama e dall’intreccio, che può trarre facilmente in inganno il riduttore in cerca di facili spunti. Con la stessa facile probabilità si possono d’altra parte indicare i motivi del generale fallimento delle numerose riduzioni moraviane, riassumendoli a titolo indicativo in uno fondamentale: la tragica incapacità dei nostri uomini di cinema a rendere filmicamente il sottile gioco di sentimenti che caratterizza la prosa e lo stile di Moravia. Con ciò non si vuol dire che il cinema « per se stesso » non possa avventurarsi in questa regione dello spi- rito. Le opere di Antonioni, Bergman, Bresson, Drejer, per citare i più noti, hanno largamente dimostrato quanto fosse infondato il giudizio di coloro che vedevano il cinema « inadatto » alla indagine psicologica, alla descrizione dei movimenti interiori e « disponibile » soltanto per una narrazione oggettiva. Se l’incontro tra Moravia e il cinema è spesso fallito, ciò non è da attribuire dunque alla insufficienza del mezzo filmico, ma, ovviamente alla insufficienza di determinati registi o, meglio ancora, al loro « lasciarsi integrare » all’interno di un sistema industriale che ha fatto della cultura uno strumento di produzione di ricchezza, preoccupandosi, nel caso nostro, di tradurre il successo editoriale, non quello letterario, a livello cinematografico. E’ il ben noto criterio della riduzione in serie dei best - sellers, che cerca di stabilire tra cinema e letteratura uno stretto rapporto di interesse e di profitti. AU’interno di questa situazione va di conseguenza valutato Gli Indifferenti, un film che, pur riflettendo in parte i difetti delle altre riduzioni, ha per lo meno il merito di aver riportato alla attività un regista indubbiamente interessante come Maselii e di averci dato forse un’opera per tanti aspetti migliore delle altre dello stesso genere. Questo primo lavoro di Moravia era un testo indubbiamente difficile la cui importanza è stata determinata da nume- 40