è in grado di operare scelte determinanti e radicali che le permettano di invertire il processo di alienazione, la sua presa di coscienza indica, nella migliore delle ipotesi, una condizione di disponibilità che si apre però su una assenza di alternative concrete, utili cioè a risolvere almeno qualcuna delle questioni emerse. Antonioni è riuscito ancora una volta a darci il senso esatto di una esistenza insignificante, alienata, spersonalizzata, ma, ancora una volta, ha abbandonato i suoi personaggi alla loro « condizione » dopo aver creato attorno ad essi un mondo assurdo, ai limiti del verosimile, in cui convergono le antinomie del suo « neodecadentismo »: « la sconsolata contemplazione del caos indecifrabile della odierna realtà ’’industriale” e la lirica nostalgia di una natura incorrotta e misteriosa, la sofferta consapevolezza della aridità dei rapporti umani e la tensione inappagata e delusa di ritrovarne il senso e la misura, la pena della solitudine e l’impossibilità di uscirne senza negare la propria inquieta singolarità di ” sopravvissuti ” » (20). NOTE (1) Cfr. Moravia, a cura di Oreste del Buono, Feltrinelli, pp. 21-22. (2) Cfr. Renato Barilli, La barriera del naturalismo, Mursia, p. 62. (3) Edoardo Sanguinetti, Alberto Mora-via, Mursia, p. 9. (4) Renato Barilli, op. cit., p. 60. (5) « Si crede veramente, nel non perdonare a Pasolini la cambiale firmata (ma non in bianco) alla religione — testamento di Yalta e dialogo politico fra marxisti e cattolici a parte — che il problema della sopravvivenza religiosa sia spiegabile soltanto con la risposta ereditata dagli illuministi, dal positivismo e dalle correnti marxiste troppo legate a canoni sociologici? ». M. Argentieri, La solitudine del profeta e dell’artista, in Cinema '60, n. 46. (6) G. Carlo Ferretti, Letteratura e i-deologia, E. Riuniti, p. 183. (7) Da Crocifissione, in L’usignolo della chiesa cattolica, pp. 113-114. (8) Ferretti, op. cit., p. 184. (9) Non credo infatti che la figura di Cristo rappresenti per Pasolini qualcosa di più di un semplice personaggio storico. (10) Da Recit, in Le ceneri di Gramsci, Garzanti, pp. 90-91. (11) Da Progetto per opere future, in Poesia in forma di rosa, Garzanti, pp. 210-211. (12) Da Vittoria, in Poesia in forma di rosa, p. 217. (13) G.C. Ferretti, op. cit., p. 355. (14) Ibidem, p. 352. (15) V. Il Giorno, 6 marzo 1963. (16) Da Progetto di opere future, in Poesie in forma di rosa, p. 204. (17) Dalle dichiarazioni di Antonioni, riportate in Cinema ’<50, n. 46, p. 64. (18) Gianni Scalia, Antonioni e l’insi-gnificanza della realtà, in Michelangelo Antonioni, a cura di Carlo di Carlo, Ed. Bianco e Nero, p. 83. (19) Enzo Paci, Dibattito sull'Eclisse, in Michelangelo Antonioni, op. cit., p. 89. Librerìa Minerva L’ RITIBienTG ID0RLG peR L'nmoTORG DGL LIBRO Mantova Portici Broletto, 45 - tel. 22773 FILIPPINI - VESPA - MANTOVA Via Montanara e Curtatone n. 58 Telefono 2.96 96 49