ta, che non può non trattarsi, che di un complesso di congetture non verificabili » (3). Nell’ambito di tale problema si puntualizza la funzione e la grande importanza dell’opera di Humboldt. A cominciare dal 1870, alla teoria di Schleicher si contrappone la scuola dei neogrammatici di Lipsia: questi considerano il linguaggio non come organismo naturale, ma come prodotto collettivo dei gruppi umani; il metodo positivo che rigorosamente hanno applicato è chiarito dalla determinazione delle « leggi » fonetiche. Agli ultimi decenni del sec. XIX risalgono i primi studi di fonetica e quindi la fondazione di tale scuola (P. Rousselot), che cerca razionalmente di trarre vantaggio dalle esperienze e rifiuta l'insegnamento per lo più libresco su cui si erano basati fino a quel momento i linguisti. Contemporaneamente si sviluppa la semantica che all'inizio si definisce come scuola che si propone di perseguire la scienza dei significati. Intanto nasce la Wellentheorie, teoria delle onde, che si propone di sostituire l’immagine dell’albero genealogico delle lingue con quella delle onde propagatesi alla superficie dell’acqua in seguito alla caduta di un sasso, onde che si allontanano progressivamente e concentricamente dal loro centro di irradiazione per intersecarsi con le onde provocate dalla caduta di altri sassi. Inoltre, sulle tesi di Rousselot, Ascoli, Schuchardt nasce la geografia linguistica di I. Gilliéron, scienza che imposta la divisione geografica delle forme e della parole, ne traccia le aree di estensione e i confini dialettali. Queste ultime tendenze si sviluppano già in presenza e sotto l'influenza delle teorie di F. De Saussure, la cui concezione sta alla base di ogni corrente linguistica del sec. XX. Leroy dedica a Saussure un intero capitolo in cui vengono enunciate le posizioni fondamentali della teoria dello studioso. Noi non possiamo che elencare tali punti nodali: l’arbitrarietà del segno, la linearità del significante, la dualità lingua parola (4), l’antinomia sincronia - diacronia. Arbitrarietà del segno significa « che esso è immotivato, cioè arbitrario rispetto al significato »; per linearità del significante Saussure intende che il significante, data la sua natura fonica si svolge solo nella successività e, per conseguenza, rappresenta un’estensione misura- bile solo in una dimensione; il dualismo fra lingua parola, va visto nel fatto che mentre la lingua è l’insieme dei segni come mezzo di comprensione fra i membri di una stessa comunità linguistica, la parola invece è l'uso che ogni membro di questa comunità fa della lingua per farsi comprendere; infine Saussure distingue tra linguistica sincronica (che studia in un determinato momento la lingua, nella sua costituzione, nel suo aspetto, nelle sue parole, nella sua grammatica) e linguistica diacronica (che studia le trasformazioni che si verificano nella lingua attraverso il tempo). Sulla base delle teorie sossuriane si pongono le varie correnti della linguistica contemporanea: 1) Za fonologia, 2) lo strutturalismo (5), sul quale non ci intratteniamo in quanto, di seguito, diamo la traduzione del capitolo che il Leroy ha dedicato alla scuola; 3) la stilistica; 4) la semantica (6). 1 ) La fonologia « Partendo dal principio che ogni scienza, per essere valida, deve essere generale, i membri di tale scuola hanno fatto rientrare la fonetica nel quadro della linguistica sradicandola dall’esame dei fatti, individuali, della parola per applicarla allo studio generale della lingua »; così, mentre la fonetica è lo studio dei suoni della parola, in quanto fonemi avvertiti come fatti articolari o acustici, ma non significativi, la fonologia studia i singoli fonemi in quanto portatori di significato. I rappresentanti della fonologia ricercano, per dirla con le parole di Trou-betzkoy « quali differenze foniche sono legate, nella lingua studiata, a differenze di significato ». 3) La stilistica « Oggi essenzialmente si distingue fra stilistica dell'espressione e stilistica dell'individuo. La prima che, in seno alla scuola sossuriana, è stata definita da Bally come lo studio degli elementi affettivi del linguaggio, si situa nella sincronia e si integra al problema della distinzione fra lingua e parola. A questa stilistica dell'espressione, che considera dunque il linguaggio come mezzo di e-spressione di una comunità linguistica, i linguisti della scuola idealista, discepoli di Croce e di Vossler, contrappongono la stilistica dell’individuo che considera soprattutto i fatti della parola e studia i 64