rapporti dell’espressione con il soggetto parlante che tale espressione usa ». 4) La Semantica. « Lo sforzo più lucido in tale ambito fu quello di Jost Trier che concepì la nozione di — campo semantico —, che, ponendo il nesso fra il piano dei concetti e quello dell’espressione appare come una specie di — sprachiliche Zwiscfcenwelt — (campo intermedio lin- NOTE (1) Maurice Leroy, Les grands courants de la linguistique moderne, Bruxelles -Paris 1963. (2) Siamo costretti per quanto riguarda la discussione delle tesi di Schleicher e di quanti studiosi verranno in seguito esaminati nelle loro teorie, a rinviare il lettore all’opera di M. Leroy. (3) G. Fano, Saggio sulle origini del linguaggio, Torino 1962. (4) É. Coseriu, Teoria del lenguage y linguistica generai, Madrid 1962, pp. 18-43. (5) L. Heilman, Strutturalismo e linguistica, in Cultura e scuola, n. 6, pp. 39-49; De Homine, n. 7-8; G.C. Lepscky, Aspetti teorici di alcune correnti del- guistico) e giova a meglio comprendere questi rapporti fra significante e significato, che tanto hanno preoccupato filosofi come Cassirer o Carnap. Meno rivoluzionaria, in quanto applicata al vocabolario piuttosto che alla struttura e limitan-tesi a rapporti di ordine semantico è la nozione di campo associativo che è stata sviluppata da Ch. Bally ». la glottologia contemporanea, in Annali della scuola normale superiore di Pisa, fase. III-IV, 1961. (6) Per completezza diamo l’indice della terza parte dell’ opera di Leroy: La scuola ginevrina - La fonologia - Lo strutturalismo - Il segno e il suo carattere arbitrario - Lingua e parola - Sincronia e diacronia - La linguistica psicologica - La scuola sociologica - Le tesi individualiste - La dialettologia indoeuropea - Meccanismo e mentalismo - La linguistica sovietica - La fonetica - La tipologia linguistica - La stilistica - La semantica. (7) S. Badiali, Glossario di semantica generale, in II Portico, n. 2; vedi relativa bibliografia. E’ davvero un po’ artificioso iniziare qui un altro capitolo, poiché già di strutturalismo si è parlato esponendo certi aspetti della fonologia e i due ordini di ricerca sono intimamente legati; in effetti — e si ha qui una nuova tappa nello sviluppo dei princìpi sossuriani — il metodo inaugurato dai fonologisti in vista dell'esame sotto l’angolo originale del sistema e del comportamento dei fonemi, metodo che metteva in rilievo il parallelismo fra il piano del contenuto (il concetto) e il piano dell’espressione (la forma), è stato applicato all’insieme degli aspetti della lingua, essendo questa considerata come una struttura costituita da un tessuto di elementi, di cui ognuno ha un valore funzionale determinato. Perciò gli strutturalisti (così si definiscono i sostenitori di tale dottrina), facendo agire la formula che conclude il Corso — e che, sebbene non sia di De Saussure, non ha pertanto avuto minor fortuna — « la linguistica ha per unico e vero oggetto la lingua studiata in se stessa e per se stessa », e riferendosi alla nozione dimensionale dei segmenti linguistici, hanno compiuto un notevole sforzo per spiegare la lingua attraverso la lingua stessa; per far ciò essi si sono rivolti ad un esame attento delle relazioni (nulla è isolato e tutto partecipa a tutto, diceva già Anassagora) che uniscono gli elementi del discorso, e le loro ricerche hanno mirato a determinare il valore funzionale di questi differenti tipi di rapporti. Infatti non è certo uno dei loro minori meriti l’aver visto in modo chiaro che, in fatto di linguaggio, A + B Russo dal 192 3 veste Mantova elegante TESSUTI NOVITÀ MANTOVA Corso Umberto I n. 9 - Tel. 21604 65