Lamberto Pignoni FRONTE POPOLARE DELLE AVANGUARDIE Abbiamo rivolto a Lamberto Pignotti alcune domande allo scopo di conoscere il suo parere intorno alle questioni recentemente emerse all’interno del più aggiornato dibattito culturale. Le pubblichiamo di seguito con le relative risposte di Pignotti. D. — Desidereremmo conoscere il suo parere sulle proposte pasoliane a proposito del ricupero dei valori linguistici a partire dal momento tecnologico, proposte che non le dovrebbero riuscir nuove dal momento che da vari anni Lei personalmente si affatica in questa particolare direzione. R. — E’ già stato rilevato, da coloro che sono addentro a certa problematica culturale di punta, che Pasolini ha scoperto l’ombrello, scoprendo la problematica « tecnologica » di questi ultimi anni. Erano infatti alcuni anni che in seno all’avanguardia si parlava di « tecnologismo », di « linguaggi tecnologici », di « poesia tecnologica ». Si sono avuti in proposito — su giornali, rotocalchi e riviste culturali -— saggi, articoli, polemiche. C’è stato, a Firenze, nel maggio ’64, un convegno del Gruppo ’70 dedicato ad Arte e tecnologia. Pasolini, che era in crisi, si è improvvisamente convertito, ma con la immodestia che lo contraddistingue ha invece annunciato di avere scoperto una nuova religione. Ha apportato natural- mente qualche modifica in proposito come quella, ridicola, dell’asse Torino-Milano come elaborazione dei nuovi linguaggi tecnologici. E’ vero invece che i linguaggi tecnologici scaturiscono da un’esigenza di comunicazione e traducibilità a carattere supernazionale, e che gli effettivi genitori di tali linguaggi sono i mezzi di comunicazione di massa. E per una volta tanto, contrariamente a quanto pensa Pasolini, il neocapitalismo non c’entra; c’entra invece la teoria della comunicazione (ma egli non conosce i nuovi strumenti linguistici di lavoro). La situazione della lingua sarebbe da noi su per giù la stessa anche se avessimo una società di tipo socialista in atto. D. — Dal momento che il suo nome è fatto sovente gravitare nell’orbita del gruppo ’63, desidereremmo conoscere il suo parere a proposito delle ricerche elaborate da tale gruppo, nonché la posizione particolare che Lei assume (o ha assunto) all’interno dell’équipe. R. — Personalmente concepisco il Gruppo ’63 come una specie di «Fronte popolare» delle avanguardie. Alcuni 7