inconsapevolezza nell’operazione artistica; cosi come si avrebbe certo un aderire ad una Weltanschauung astratta, priva di storicità, priva cioè di una sedimentazione culturale. Al contrario, una particolare visione del mondo nasce da e in certe strutture di cultura per innalzarsi sulle proprie radici, fino a modificare le strutture entro cui inizialmente si era presentata, soltanto interpretando o spezzando le quali può essere viva. E i protagonisti di tali modificazioni strutturali, tali eversori sono ovviamente, ciascuno nel proprio ambito, i vari Joyce, Musil, Gadda. E’ vero che Barilli insiste nel dire che « è l’opera stessa che richiede le strutture opportune per essere intesa »; che « nel tentar di applicare a essa certi modi generali di comprensione, certe chiavi interpretative, dovremo preoccuparci che queste si adattino alla sua realtà globale... »; ma a tale direzione metodologica l’autore non tiene fede, quando pretende di dimostrare « quanto sia inessenziale applicare al nostro caso il criterio diacronico » (15). Si potrà dire che l’inessenzialità del metodo è limitata al caso Pirandello, ma la questione non muta, in quanto non c’è un caso in cui l’esame sincronico di un’opera sia tanto esaustivo da rendere superfluo l’esace diacronico ( 16). Una correzione della fenomenologia, cioè della visione orizzontale sincronica, infondata filologicamente (cioè storicamente), è prodotta proprio dalla filologia, cioè, nel caso nostro, dall’indagine diacronica dell’opera. Solo la sezione diacronica permette di inquadrare storicisticamente le strutture entro cui un’opera si presenta, strutture concepite non come un in sé, ma come l’intelaiatura di una visione del mondo determinata da altre operazioni artistiche, e vivificate dalle proposte della parola e del segno nuovi. Il correttivo filologico permette quindi di dare un valore al presente che è posseduto sindiacronicamente; se fosse un puro possesso sincronico non si avrebbero eredità di cultura dal passato, nè fondazioni per il futuro (17). In ciò soprattutto l’errore metodologico, o, anzi, il rifiuto di una chiara metodologia da parte della disponibilità fenomenologica. Non una cultura di Pirandello è indagata, nè un farsi storico della sua opera, se si afferma che fra novelle del 1913 e novelle del 1932 nulla è mutato. Qualcosa è mutato invece; ma l’esame sincronico non dice che cosa. Solo l’esame diacronico riferito ad una indagine sincronica permette di costruire la storia di una parola, di un tipo, di un’idea. Noi non crediamo che mitologicamente al « terreno di grandi motivi intersoggettivi » in cui l’essenza della personalità di un qualsiasi autore ha radice. In fondo, se ben si esamini, si scopre che tali motivi intersoggettivi o non esistono, o non sono affatto intersoggettivi. Si tratta sempre di acquisizioni culturali che l’autore si procura con esercizio Licinio Manenti Laboratorio Riparazioni Radio TV SUZZAR A (Mantova) Telef. 51.480 “Radio Marcili» “Radio Adocchio Bacchini,, Vendita Televisori e Apparecchi Radio 15