Umberto Artioli j nOt6 dì SOCÌOlO- gia della letteratura Nella critica letteraria post-crociana è venuta ad assumere posizioni di sempre maggior rilievo una metodologia d’indagine dei testi letterari che per il suo preciso sforzo di costruire una fitta trama di rapporti fra l’opera d’arte e il contesto storico-sociale passa sotto l’etichetta di sociologica. A dire il vero il termine è assai generico e abbraccia una gamma assai svariata di significati, che vanno da certe punte di critica stilistica impegnate a ricercare le conseguenze stilistico-espressive dell’evoluzione della struttura sociale, ai tentativi, condotti da certa critica marxista, di indagine del fatto letterario sulla scorta di moduli etico-politici, con il risultato di giungere sovente a una grossolana giustapposizione di metodo sociologico e di giudizio estetico. In ogni caso, anche a prescindere dalla rilevanza che il motivo sociologico viene a conoscere nell’economia d’ogni singola impostazione critica, si può dire che tutta la critica letteraria, anche quella più pervicacemente allineata su parametri crociani, abbia affrontato il problema del superamento di una concezione assolutamente ’pura’ dell’arte, rigettando il modulo romantico dell’artista come libero e incondizionato autore del suo mondo poetico. Ora è evidente che nel periodo idealistico ogni accostamento dell’opera letteraria teso a dimostrare i limiti della supposta creatività dell’artista, il condizionamento sociale cui egli, come soggetto storico, e l’opera, come prodotto, erano inevitabilmente sottoposti, veniva a cozzare contro l’intoccabilità del sacrario dell’arte. L’egemonia culturale crociana, la lotta serrata che il filosofo idealista condusse contro ogni forma di positivismo, la stagione ancora embrionale del marxismo, l’instaurarsi della dittatura fascista con il conseguente rallentamento di ogni studio sull’uomo, sono fattori che possono in parte spiegare sia l’assenza di una prospettiva sociologica nella critica letteraria italiana della prima parte del secolo, sia come Gramsci possa essere rimasto per gran tempo una voce isolata. Comunque non è nostra intenzione operare una disamina del come e quando nella critica letteraria italiana abbiano preso posto esigenze di natura sociologica: possiamo tuttavia affermare che quando da parte dei critici letterari si discute sulla natura e sui limiti di accettazione di un tale tipo di ricerca, comunemente si allude alle indagini esperite dalla critica marxista. Più che di sociologia intesa come scienza applicata alla letteratura, con campo d’indagine e metodologia proprie, si discute allora di questioni di estetica, originate dal fatto che per la teoria del rispecchiamento sostenuta dal marxismo l’elemento sociologico, assunto in una determinata accezione, viene posto a fondamento 23