che ci viene offerta dallo studioso francese, si può dire poggi su due piani: 1) ideologico, tramite un raffronto diretto tra le diverse possibilità che una sociologia borghese ed una marxista hanno di comprendere la totalità del reale, cosi come si presenta nell’attuale congiuntura storica. 2) metodologico, come dimostrazione della superiorità del metodo materialistico dialettico in un’indagine dei rapporti fra letteratura e società fondata sul presupposto della « totalità » (13) della condotta umana. Quanto al primo punto Goldmann sostiene che il criterio scientifico per misurare la validità d’una prospettiva consiste nella verifica delle sue possibilità di comprensione delle altre ideologie (14). « Così, scrive Goldmann, noi comprendiamo benissimo l’infrastruttura di quella sociologia (oggettivistica), 1’ utilità parziale, ma nondimeno effettiva, delle sue ricerche concrete, il limite sempre più stretto delle sue possibilità di capire la vita sociale sotto l’influenza dell’aggravarsi di una lotta di classe che mette in questione l’esistenza stessa del mondo borghese. I sociologi « oggettivi », invece, riescono oggi ancor meno che mai a capire il pensiero marxista in quanto fatto umano e sociale »( 15). In questo senso la dimostrazione di Goldmann ci appare relativamente debole, in quanto rischia di risolversi in una tautologia. Dire infatti che la sociologia marxista riesce a comprendere la sociologia borghese, mentre questa non riesce a discutere « con serietà e alla luce dei fatti concreti, la verità, l’errore o la limitazione parziale del marxismo » significa non tanto appellarsi a un criterio scientifico quanto ideologico, dal momento che un qualsiasi sociologo borghese potrebbe con pari diritti sostenere il contrario. Molto più convincente riesce il Goldmann nel suo tentativo di dimostrare come il metodo proprio del materialismo dialettico possa ricomporre in sintesi superiore il metodo logico-analitico e quello emanatistico, caratteristici della storiografia otto-novecentesca, accettando del primo l’indagine storico-concreta, del secondo il rifiuto a ritenere che il complesso delle coscienze individuali possa ricondursi alla somma aritmetica del singoli. Solo un’interpretazione dialettica della realtà, in cui il singolo non venga inteso in isolamento monadico, nè come emanazione d’uno spirito che lo trascende, può infatti garantire un’adeguata interpretazione del fenomeno letterario. Lo studio dei rapporti che legano lo scrittore alla società è esposto al rischio della deformazione qualora non si parta dal presupposto per cui « ogni elemento non si può capire se non per il quadro d’insieme dei suoi rapporti con gli altri elementi, ossia con il tutto, per via dell’azione che il singolo esercita su quel tutto e delle influenze che ne subisce »( 16). * TUROLA SPORT Le più belle attrezzature per FOOT-BALL e tutti gli sports a prezzi convenienti MANTOVA Via Fabio Filzi, 17 Tele!. 28.579 29