L’insistenza con cui Goldmann batte su questi gruppi (o strutture) che stanno alla base del pensiero del singolo e che l’avvolgono in una serie di cerchi concentrici, il cui ultimo anello rimane in definitiva la classe sociale, svincola di fatto l’interpretazione sociologica dal pericoloso semplicismo di certe analisi marxiste tese a ritrovare immediatamente sotto le manifestazioni letterarie la struttura economica. Compito del sociologo della letteratura dovrà essere quello di portare alla luce quest’insieme di strutture che condizionano l’atto di « creazione » individuale, di mostrarne i rapporti reciproci nel senso che l’analisi della struttura più vasta è pregiudiziale per intendere appieno ogni struttura più limitata che sia compresa nel quadro della precedente. Ci sembra così di poter concludere che la prospettiva del Goldmann non solo si pone come uno dei tentativi più seri di pervenire a una soluzione dei problemi relativi alla sociologia del sapere, ma che proprio la sintesi in esso contenuta fra metodologia marxista e le ultime scoperte dello strutturalismo, dimostri come la fecondità e la forza del metodo marxista consistono anche nella sua possibilità di adattare — e quindi di far convergere a una più alta sintesi — i risultati delle più moderne tecniche di ricerca. NOTE (1) Tuttavia è opportuno sottolineare un risvegliarsi dell’interesse per i problemi di sociologia della letteratura presso i critici dell’ultima generazione. Studi come quelli di Umberto Eco sulle comunicazioni di massa o di Sanguineti sulla mercificazione estetica nella società borghese sono da considerarsi come appartenenti di diritto a questo campo. Tra l’altro Sanguineti ha partecipato all'ultimo congresso sulla sociologia della letteratura promosso da L. Goldmann e A. Doucy e tenuto a Bruxelles tra il 21 e il 23 maggio 1964, con una relazione che aveva per tema: « Per una interpretazione sociologica dell’avanguardia letteraria ». (2) Mediante l’applicazione della famosa triade: la race, le milieu, le moment. (3) Si veda: L. Schücking, Die Soziologie der literarischen Geschmacksbildung, München 1923. (4) Nè i due momenti debbono intendersi rigidamente separati: l’analisi del gusto predominante in un certo periodo storico (o per lo meno proprio di un certo genere di pubblico) può giungere à spiegare come un autore possa essere stato condizionato nella produzione di un’opera dal gusto di quel tipo di pubblico che egli reputava alla base del possibile successo dell’opera. (5) Robert Escarpit, Sociologie de la litté-rature, Paris 1960, p. 111. (6) Alphons Silbermann, Kunst in: Soziologie. Das Fischer Lexikon, a cura di R. König, Francoforte 1958. (7) L. Goldmann, Scienze Umane e filosofia, Milano 1961, p. 41. (8) Così gli attriti e gli scompensi reperibili all’interno della società, anziché essere ricondotti alla loro effettiva dimensione, la lotta di classe, vengono spiegati come fenomeni di attrazione e repulsione psichica fra gli individui; la nozione di « specifico sociale », che pur tra infiorescenze psicologiche e scarso intendimento dell’importanza dei fattori economici, era stata una preziosa eredità durkeimiana, viene di fatto a dissolversi. (9) R. König, Soziologie heute, Regio Verlag, Zürich. (10) Karl Manheim, Ideologia e Utopia, Bologna 1957. (11) Goldmann, op. cit., p. 55. (12) Goldmann, op. cit., ancora p. 55. (13) «La condotta umana, scrive Goldmann, è un fatto totale, per cui i tentativi di distinguere i suoi aspetti "materiali” e ’’spirituali” nel caso migliore non possono essere altro che astrazioni provvisorie implicanti in o-gni caso grandi pericoli per la conoscenza », op. cit., p. 24. (14) ’’Trovandosi di fronte a due sociologie antagoniste, il primo passo per capire quale delle due abbia maggior valore scientifico è chiedersi quale delle due permette di capire l’altra in quanto fenomeno sociale e umano, di portare alla luce la sua infrastruttura e di chiarire, con una critica immanente, le sue incoerenze e i suoi limiti” op. cit. p. 48. 34