EINAUDI NOVITÀ Carlo Levi - Tutto il miele è finito - « Saggi » - pagg. 122 - L. 1200. Helmlto Dorerer - La scalinata » Su-percorallo », pagg. XIV - 685 - L. 4500. Luigi Salvatorelli - Miti e storia -« Saggi » - pagg. 482 - L. 4500. Natalia Ginzburg - Cinque romanzi brevi - pagg. 441 - L. 3000. John Osborne - Teatro - « Superco-ralli » - pagg. 527 - L. 4000. Gustave Flaubert - Bouvard e Pécu- chet - ■< I Millenni » - trad. C. Sbarbato - pagg. XXXI-247 - L. 3000. Michelangelo Antonioni - Sei film -■■Saggi» - pagg. XVIII-497, 52 illustrazioni - L. 4500. William Styron - E questa casa diede alle fiamme - « Supercoralli » -pagg. 563 - L. 3500. Rudolf Wittkower - Princìpi architettonici nell'età dell'Umanesimo. - « Biblioteca storia dell'arte >• - pagg. XIV -165, 119 illustrazioni - L. 6000. O Queste novità le troverete presso l’agenzia EINAUDI di Mantova, di Darlo Gorni, via 25 Aprile, 12 - Telef. 28128, a condizioni vantaggiosissime. Ora, è evidente che se non esiste più « quell'uomo » che ciascuno dei singoli aveva preso come modello, che se la sua vanificazione si è risolta in follìa o in angoscia, qualche cosa di diverso l’avrà dovuto sostituire, se è vero che la società in cui viviamo non è ancora ridotta ad un asilo di tutti pazzi o nevropatici. Dall’epoca delle rivoluzioni illuministi-che, in effetti, un particolare atteggiamento ha assunto nuove dimensioni: gli strati sociali più bassi, quando acquistano anch’essi una cittadinanza culturale, cioè quando cominciano a riscattarsi dalla posizione di reietti, di cittadini di secondo grado, non possono far proprio l’idealismo di chi ha già risolto certi problemi di sopravvivenza, di chi è del tutto padrone di sè, del proprio destino e delle proprie scelte; la loro millenaria inferiorità è ancora troppo pesante perchè non s’imponga essa stessa come fondamentale: per questo il punto focale del problema dell’uomo tende gradatamente a spostarsi dalla questione individuale a quella sociale: tanto più che questo problema non è ora di pochi paesi, ma è divenuto mondiale, e per di più coincide con quella crisi dell’idealismo a cui prima si è accennato. C’è una differenza di fondo fra l’atteg- amento idealitico e quello realistico nell’arte occidentale: l’atteggiamento idealistico presuppone appunto l’esistenza di un sopra-mondo e il suo vagheggiamento, ed è perciò spesso socialmente evasivo; l’atteggiamento realistico presuppone invece sempre che l’interesse non sia volto verso un uomo o un ente ideale, ma verso gli uomini e le cose come esistono in realtà. Rappresentano due diversi modi di affrontare il problema delle insufficienze del vivere; l’uno lo risolve accarezzando l’idea di un’altra esistenza, non reale, ma perfetta: è il mondo della bellezza rinascimentale o dell’assoluto cristiano; l’altro assumendo un atteggiamento critico nei riguardi della realtà: e questo atteggiamento non può che risolversi in tragedia; deve demolire la realtà dimostrandone appunto le insufficienze: più che di atteggiamento realistico si dovrebbe parlare di atteggiamento critico. E’ ovvio che i due atteggiamenti si trovano spesso mescolati e fusi, ma è significativo che le uniche voci realistiche del- 39