nella cinematografia di Losey, sono senz’altro da intendersi in questo senso. Anche nel Servo l’acqua — che quasi sempre sta ad indicare una liberazione, una purificazione, un ritorno a qualcosa di incontaminato e di stretta-mente privato — compare più volte. Durante il soggiorno nella villa dei Mounset essa è presente sotto forma di neve, ad indicare la cristallizzazione di una purezza che Tony comincerà a perdere dal momento in cui scopre Barrett e Vera nella sua camera da letto. Nella sequenza finale del film, sul pianto sconsolato, ma anche liberatore, di Susan, piove dirottamente. A proposito poi della scena in cui Toni e Barrett giocano a nascondino — dove la presenza dell’acqua mescolandosi al motivo della lacerazione della tenda del bagno, finisce per assumere dei significati estremamente complessi e sovrapposti o addirittura contrastanti a seconda del punto di vista — è lo stesso Losey che scrive: « Si tratta di una regressione infantile del personaggio e non volevo farlo nascondere in un posto ovvio. Il bagno mi è parso opportuno come ambiente per la presenza dell’acqua... » (20). Lo stesso si può dire, credo, delle lamentele di Tony di fronte a Vera che ha indebitamente usato il suo bagno, dove evidentemente l’uso del bagno e la conseguente, apparentemente sproporzionata, irritazione di Tony, stanno ad indicare l’inizio di una violazione che — superando di gran lunga la forma della banale sbadataggine (Vera), o del pignolo risentimento (Tony) — colpirà il giovane padrone nelle zone più riposte della sua personalità. Anche i vasi di fiori, che nel Servo diventano un motivo di contrasto tra Susan e Barrett, sono probabilmente legati a questa forma di simbolismo. Per non parlare poi del pediluvio (preparato da Barrett alla fine di una giornata gelida) o del rubinetto che gocciola durante la scena della seduzione di Vera. La interpretazione di questi simboli, come del resto l’ulteriore approfondimento di quelli fino ad ora proposti, rende indispensabile sapere: 1° che l’acqua viene sovente usata da Losey in funzione di simbolo sessuale, 2° che il rapporto stabilito nel Servo tra Barrett e Tony si configura sempre più come un rapporto di natura anormale proprio sul piano sessuale. A proposito degli specchi — che Losey solitamente utilizza nelle varie forme di riflessione del personaggio (sdoppiamento), riflessione della realtà (verità), riflessione reciproca di uno specchio in un altro (irrealtà) — basterà ricordare le sequenze della scenata con cui Tony caccia di casa il servo, dove la incerta e poco autorevole reazione del padrone risulta convenientemente sottolineata dallo specchio che riflette, alle spalle di Tony, l’immagine spavalda di Barrett e Vera allo scopo di indicare che quella è, nonostante tutto, la realtà e che, d’ora in avanti, essi saranno i veri padroni della situazione. In effetti quasi subito ci accorgiamo che la cacciata di Barrett, malgrado le sue colpe, è soltanto provvisoria e assistiamo poco dopo al suo trionfale ritorno nella casa di Tony non più da servo, ma da padrone. C’è un altro elemento da tener presente per una analisi del Servo, ed è il dialogo, la cui stesura è dovuta ad Harold Pinter, autore della sceneggiatura ed uno degli esponenti più rappresentativi del nuovo teatro inglese. A qualcuno è bastato questo fatto per insinuare che nel Servo gli autori sono « almeno tre », alludendo probabilmente alla regia di Losey, alla sceneggiatura di Pinter, alla fotografia di Douglas Slocombe e —- visto che c’è un « almeno » — al montaggio di Reginald Mills. È vero che il film non può che essere il frutto di una collaborazione, ma è anche vero che l’accostamento di personalità talmente autorevoli — e che non hanno con Losey una lunga abitudine di lavoro — può legittimamente far sorgere dei dubbi circa la possibiltà di una totale ed autentica 49