Dicembre 1964 Da Mozzambani a Rampinelli All’apparenza immagini sapore di carta, rari veicoli che la parola tratta più o meno profondamente. Situazioni rifatte sterili senza pegni dal costume, o difettose manchevolezze, difettose di struttura all’origine incompleta. Immagini di carta, non sogni gli aeroplani volano due metri picchiando battono con leggera esasperazione sulla guancia infantile, immagini che tendono al nulla. Queste altre disponibili, quelle tutte da fare altamente impersonali. Così sentenziando il vecchio da imbecille si frega le mani, incontra solo un uccello che canta storie senza speranza. Piuttosto esiste la luna, nella nostra esistenza. Quei rapporti che una parola tronca un saluto a denti stretti e lingue nella salsa dell’affabile. Realtà-intenzioni come lontana dal segno, una vela ai bordi ne marca i contorni limiti quelli risibili all’idiota. Piuttosto una merce non utilizzata o regalo dell’industria. Dilapidando feste natalizie con tacchino nel nailon a prezzo fisso, le nevi degli inesperti che ricavano emozioni solo di domenica. Piuttosto la marcia ritmica senza confronti, merceologia funzionale connessioni tra il tempo del realizzare che in esso tentano segni adesivi a unirne le sostanze originali, organi in efficienza; tu in quei bianchi sottili nelle superfici, trucioli garze di tela, paglia e metalli sporgendo toccano senza paradosso. 54