Frequenze d’ovatta isole ritrovate nei perdoni, grida trattenute a altre forze carezze di gatti; crudo tra olivi nelle pietre il mondo esplode ogni istante, cose rivelano rossi fatti, testimonianze (dopo tanto parlarne e pensare) oltre la solitudine. Dell’acqua le evidenze sconosciute fiori aderenti: fiori di carta limoni dicono all’ombra venendo alla cura semplice del giorno che si trasforma fino a che la sera sarà uguale, anche in luoghi diversi. La gioia che non dobbiamo a determinati slanci. Rivoltato il tempo lo si adopera. marzo-aprile 196 3 Dialogo, e no, 1965 : alternato come verifica, poetare e dire. Sera pensata Stasera, come una sera, dovere regali e dissolvenze nelle mie materie organiche, in crudo come desideri vissuti, o inutilmente colate dense, a braccia, in stampi del sangue, coi sensi allegri in allegria che si impara, negli occhi, nei frutti agri la sera chiesta, a dismisura senza simulazione di misure forse con alberi dappertutto nei colori della terra, o dense colate liquide glandole per veicoli indisponibili o canali, quello che volete, fate voi ormai medesimo ne uscirà un risultato di denti, di traghetti e pontili, di cose cui l’immagine strozza gridi per rifarli inadeguata virtù mai chiesta, gli sguardi (non soltanto gli sguardi, o i miei sguardi) la fretta indecente attrae le conquiste alterne... più futile la memoria mia negli altri.... nuove mode si vestono....... o risultati fermi, con volti idioti, con visitatori che ridono risa di nervi flessibili a rovescio dentro opportuni lastricati del segno, l’adesso magari: quello che è il desiderio, voi fate. 60