Conta, determina (so e non) l’albero con radici nell’acqua, più verde scatto nella gelatina: estivo vario il paesaggio caldo in rarefazione, o il sole disegnato sul muro, sulla carta a tutta immagine, come corpo sabbia con l’umido, stampo con necessarie ipotesi di traccia per l’albero più sciolto, sinuosi rami giovani, le foglie ritmiche, sono poi tante bandierine, colore nel vento assente, trama formale, dell’ombra l’acqua con anitre in fila, (una campagna) colpi della trebbia, acqua in mestoli (i fazzoletti sul capo le donne) tutto un ricordo non determinante; realismo che brucia odori, le sensibili cronache le parole gestate, avvenimento fissare gesti; segno che circonda del solo monocromo dei reticoli, tesi o voluti, segni, membrana, fisico sesso disponibilità, respiro tra corpo e corpo, immobile. Stesso uomo voluto nei vestiti, e l’epidermide negli occhi azzurri delle vene intorno agli occhi, cartilagine a membrana e diaframma, muscolo del sangue o midollo dei pensieri, il venir giù fragrante negozio di fondo della sera pubblica, inarrivabili o controsensi, dentro lo spessore sentire l’essere, la gente, la strada. PIERLUIGI RAMPINELLI A/P 1964 Coll. Mario Orsatti - Verona